Arte Pardes

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mostra di Annamaria Targher, “In Grand Tour”

Annamaria Targher, In Grand Tour

(a cura di Hansjörg Gruber)
“Grand Hotel Trento”, via Alfieri 1, Trento


21 ottobre 2009– 14 marzo 2010, tutti i giorni: 00.00 – 24.00, ingresso libero


Inaugurazione: sabato 28 novembre, h. 17.30 con Pino Costalunga (su testo di Giovanni Battista Todeschi) e Maria Luisa Trevisan

Nelle prestigiose sale del Grand Hotel si snoda, e si manifesta al pubblico, il personale Grand Tour di Annamaria Targher: dalle grandi e visionarie tele astratte agli ultimissimi e sperimentali lavori figurativi risolti con l’impiego meticoloso del tessuto.

Scrive, a proposito, Giovanni Battista Todeschi:
“Grand Tour, ossia un viaggio di formazione le cui tappe segnano ad un tempo dei punti d’arrivo e di partenza, degli snodi situati lungo un percorso spirituale non concluso e forse destinato a non concludersi: viaggio affascinante nei luoghi immateriali della geografia dell’anima e, allo stesso tempo, suo puntuale resoconto visivo, vero Bildungsroman scritto con le immagini.
Di questo romanzo di formazione, le opere qui esposte rappresentano il capitolo più recente ma certo non finale, e con esso l’artista stende un primo consuntivo della propria attività durante l’ultimo triennio. In ciò nulla dell’arido regesto, nulla del catalogo museale, ma solo la viva e coinvolgente testimonianza di un travaglio e di un’inquietudine, di una tensione espressiva che sembra sostanziarsi dell’archetipo della metamorfosi, dell’inesausto trasmutarsi delle forme e però anche dell’emergere sempre più deciso di quelle, tra esse, più immediatamente e facilmente riconoscibili.

Un esitante ma progressivo passaggio dall’astratto al figurativo? Un sofferto ma graduale approdo a lidi più noti e rassicuranti? Forse anche un atto di rinuncia e di acquiescenza? Si direbbe piuttosto una pausa di raccoglimento e di meditazione, un momento di sosta e di riposo nel mondo conosciuto prima del nuovo inoltrarsi lungo vie incognite e perigliose.
Forse questi sono anche i prodromi di una nuova e più matura sintesi, ma ciò potrà dirlo solo il futuro”.

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Visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma

Visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma 17 gennaio 2010

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L’opera commissionata all’artista veneziano Tobia Ravà dal professor Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, quale dono a Papa Benedetto XVI in occasione della visita alla Sinagoga di Roma del 17 gennaio 2010 (la seconda dopo quella di Giovanni Paolo II, dell’aprile del 1986), al Tempio romano, rappresenta l’immagine di un bosco azzurro.
La direzione spirituale, titolo dell’opera, è data dalla prospettiva centrale del pioppeto che porta verso l’infinito, in un’immagine interamente realizzata con numeri, lettere e parole ebraiche, che insieme costituiscono una texture alfanumerica sostenuta da una ferrea logica linguistica, quella della ghematrià, secondo la quale ogni lettera corrisponde ad un numero e così ogni parola ha oltre che un significato letterale anche un valore numerico, ma anche filosofico e segreto. In questo modo riesce a ricavare persino radici quadrate di concetti ed il numero teosofico di qualsiasi cifra sommandone tutte le unità in modo da ridurlo ad una sola cifra.

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L’opera si fa testo, apparentemente indecifrabile e criptico, ma non appena ci si addentra nella foresta di simboli, e con un po’ di pazienza si cominciano ad isolare le lettere ed i numeri, si  scoprono dei meravigliosi significati nascosti tra i rami e nei meandri di questi boschi. Affiorano nomi, messaggi, date ed anche la firma dell’artista (32). L’opera  è incentrata sulla data della visita che compare in alto, in cielo, e sul nome “baruch”, in omaggio a Benedetto XVI, ed il numero 16, che troviamo invece a terra, con tutti valori ghematrici, numerici e teosofici collegati; è un inno al divino, alla terra, al creato, all’amore, all’unione e alla concordia tra gli uomini, come nella citazione testuale del Salmo 122, verso 6: shalu 377 shalom 376 Jerusalem 586 isch laiu oheveich (Pregate per il bene di Geusalemme: possano godere di tranquillità coloro che ti amano).
Sulla linea dell’orizzonte vi è il numero 45 che rappresenta l’uomo in quanto ghematrià di adam (uomo in ebraico, parola composta da alef, ossia la presenza divina, equivalente ad 1, e dam, sangue, 44). L’opera ha in effetti i colori corrispondenti a queste due parole, dell’infinito, dell’uno, eterno, indivisibile con l’azzurro che si fa sempre più etereo, rarefatto ed evanescente fino al bianco. Questo colore che è in superficie ha come base una colorazione rossa, simboleggiante il sangue e la carne dell’uomo.

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Non si tratta della natura (parola che è presente in ebraico, ha teva) spontanea e selvaggia, ma regolare e controllata dall’uomo che in questo caso si fa socio di Dio nella creazione. L’uomo crea una natura ordinata: i Pioppi sono piantumati tutti ad una certa distanza, spesso lungo gli argini dei fiumi in aree golenali per rafforzarne le sponde e contenere le acque troppo abbondanti.
Il pioppeto è un tema ricorrente nella produzione artistica di Ravà e rappresenta la riqualificazione dell’essere umano che piantando alberi migliora il pianeta. L’artista ama affermare che preferisce l’uomo che pianta alberi piuttosto di quello che cementifica le sponde e costruisce capannoni.
L’opera d’arte così come il testo biblico può quindi essere letta secondo i 4 livelli del PaRDeS, che significa “frutteto” o “giardino”, parola che ha dato origine al termine “paradiso”. PaRDeS giunse ad avere un significato filosofico nell’ebraismo per un racconto narrato nel Talmud , in cui PaRDèS sembra rappresentare un “luogo” ideale, simbolico, interiore, e consono alla mediazione esoterica. Nell’ebraico più tardo “coloro che passeggiano nel frutteto” sono i giusti impegnati nella meditazione mistica. Le quattro consonanti PaRDèS vennero poi a rappresentare i quattro livelli stabiliti d’interpretazione delle Scritture. Ciascun verso della Bibbia può essere letto in riferimento al suo Pshàt, ovvero il suo ovvio e diretto significato, oppure secondo il Rèmez, un’allusione all’allegoria, filosofica o morale in esso contenuta; o ancora secondo il Deràsh, ovvero gli antichi metodi rabbinici di interpretazione, o in riferimento a Sod, il significato esoterico o qabbalistico. Il testo come anche l’opera d’arte o qualsiasi situazione della vita presenta al contempo diversi livelli di significato: questo aspetto del pensiero ebraico ha contribuito ad avere un approccio diverso, più articolato e pluridirezionale nella visione e soluzioni dei problemi sia a livello teorico che pratico.

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Percorso del testo nell’opera

A partire dal centro dall’alto troviamo la data: 17 gennaio/ 2010/ schevat/ 2bet/ tav shin” àin /
5770 / Roma /247/26 (valore del tetragramma)
di seguito a scendere alcuni valori fondamentali per arrivare al centro del varco nel bosco con il numero 45 (valore ghematrico della parola adam, = uomo)

Dal basso verso l’alto, ultima riga da destra:
Baruch, 228 (valore ghematrico della parola Benedetto) zain (uguale a 7 valore teosofico di 16) 16 (sta per XVI°, valore ghematrico di av echad, che significa “un solo padre” )
Da sinistra (ultima riga):
32 (firma dell’artista) 50 (anni dell’artista nel momento d’esecuzione dell’opera) 1166 (numero dell’opera) 13 (sta per 13° lavoro dell’anno ebraico 5570 di seguito primo lavoro dell’anno 2010)

Seconda riga da destra sesto verso del salmo 122: shalu 377 shalom 376 Jerusalem 586 isch laiu oheveich (Pregate per il bene di Geusalemme: possano godere di tranquillità coloro che ti amano)

Terza riga dal basso dedicata al 228: valore ghematrico di Baruch (=Benedetto), di keruv (=cherubino), di etz chaim (= Albero della Vita), bakhor (= primogenito), 3 (corrispondente valore teosofico di 228)

Quarta riga dal basso: 1 alef (valore teosofico di 244 somma di 228 + 16) 244 tzadiqim (= i giusti)
Ghemarah (=commento alla Mishnà, parte principale del Talmud), radam (=addormentarsi), mered (=ribellione ), marad (=ribellarsi) madar (=inclinarsi), dimar (=essere stupefatti)

Quinta dal basso) è dedicata al 16 e al 256:
16 (valore ghematrico corrispondente a hi (=lei) a zug (=coppia) hoveh (=presente) av echad (=un solo padre), ezov (=isoppo, pianta medicinale), gabai (=tesoriere)
256 (la radice quadrata è 16) corrisponde a 256: Aharon (=Aronne, fratello di Mosè, Primo Gran Sacerdote, aronne significa “portatore di martiri”), nur (=fuoco), melekh elion (=re superno)

La sesta riga dal basso è dedicata al 13 e 169:
Il numero teosofico di 224 è 1 che è alef, echad (=uno) ha ghematrià 13, come ahavah (=amore), hagah (=meditare), hegheh (=voce), zavad (=dare un regalo), zeved (regalo)
13 è la radice quadrata di 169: ta’amim (=note musicali con le quali si canta la Torà) e la frase dal Cantico dei Cantici mum ein bakh (=in te non c’è difetto), teqes (=rito)

Settima riga dal basso seguono le parole che hanno valore ghematrico 207 tra le quali: adon olam (=il signore del mondo), or (=luce), ain sof (=Infinito), raz (=segret), zer (=corona), adon olam (=Il Signore del mondo), bohar (=luce brillante), gheder (=recinto), barah (=mangiare, assaggiare, dare cibo), zqenim (=vecchi, anziani)

L’ottava riga dal basso è dedicata alle parole di ghematrià 86: Eloim (=Onnipotente, uno dei nomi di D.o), Kli Y. H.V.H. (=il recipiente del tetragramma), ha kavvanah (=l’intenzione, la direzione spirituale, titolo del dipinto), chokhmah echad (=Sapienza+Uno), ha teva (=la natura), halleluiah (=esclamazione di lode), cos (=bicchiere), peach (=angolo di campo), avdi (=mio servo), mum (=difetto)

La nona riga dal basso è dedicata alla ghematrià di Adonai, 65 altro noto nome divino,
hallel (=lode), heikal (=palazzo), mezuzah (=rotolo di pergamena con lo Shama Israel che si mette sullo stipite delle porte), gavan (=sfumatura), dudaim (=mandragola), has (=silenzio)

La decima riga dal basso è dedicata al 410, valore ghematrico della parola Shemà (=ascolta, parola con cui si apre la principale preghiera ebraica), qadosh (=santo), Avraham + Beniamin (=la somma del valore numerico del primo e dell’ultimo membro della famiglia ebraica e della discesa in Egitto), shefel (=basso), shafal (=abbassare), Ararat (=monte su cui si fermò l’arca di Noè dopo il Diluvio), Mashiach Eliahu (=la somma del nome Messia ed Elia, che nella tradizione accompagnerà la sua venuta), metzaref (orefice, colui che raffina i metalli, ma anche colui che permuta le lettere secondo dei procedimenti mistici).

L’undicesima riga dal basso è dedicata al 314: valore di shadai (=Onnipotente) del Pi greco, dell’Angelo più potente: Metatron, e anche gehematria di or haemunah (= Luce della fede),
beqirbi (=dentro di me, al centro), chush (=senso), suach (= meditare) .

La dodicesima riga dal basso è dedicata alla mistica ebraica: qabbalah 137, dello stesso valore:
ometz (=coraggio), matzevah (=coraggio), ofan (=ruota), Yofiel (“la bellezza di D.o, nome di angelo), Yom ve laila (=giorno e notte), chockmah + nevuah (=sapienza+profezia).

La tredicesima riga dal basso è dedicata al giorno di gennaio dell’incontro, il 17 che è il valore ghematrico della parola tov (=bene), egoz (= noce), hagadah (= racconto), ghedi (=capretto), zevach (= sacrificare).

La quattordicesima riga dal basso è quella dedicata a Roma, resh 200, vav 6, mem 40, alef 1 = 247
come: zamer (= cantante), zemer (=canzone), zamar (= cantare), zerem (=fluire, scorrere),
razam (= allusione simbolica), maor (= Datore di Luce) e della frase “ noach matzah chen” (= Noè trovò grazia).

La quindicesima e la sedicesima riga dal basso riportano i valori ghematrici di alcuni nomi di D.o
ed i valori fondamentali dell’ etica.

NB Ogni lettera ebraica ha un valore etico, esoterico e numerologico, è quindi un numero e ogni parola ebraica (vale) la somma dei valori delle lettere che la formano, questa si chiama “ghematria”, o valore ghematrico. Parole dello stesso valore ghematrico sono legate fra di loro, positive e negative rendono il loro valore equilibrato. Spesso i concetti sono il risultato logico di somme, radici quadrate, equazioni e/o formule matematiche;

per es. av (=padre, alef 1 + bet 2 =) 3 +
em (= madre, alef 1 + mem 40 =) 41 =
_____________________________
ieled (= bambino, iod 10 + lamed 30 + dalet 4 =) 44

Mostra Rovigo 2009

Mostra Trani Castello Svevo 2009

Mostra Trani Castello Svevo 2009

mostra Triplani: volo su Venezia

Triplani: volo su Venezia

Inaugurazione mercoledì 16 marzo 2016 alle ore 18.00
presso Art Factory di Tobia Ravà,
Dorsoduro 2324
(Fondamenta dell’Arzere), Venezia

La mostra è aperta fino al 25 aprile 2016
Orari da mercoledì a domenica 15.30-19.00
(in altri orari telefonare al 328 4586636)

mostra a cura di Maria Luisa Trevisan

allestimenti Tobia Ravà

grafica Cesare Vignato

Organizzazione PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea in collaborazione con Antonella Crosera

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motra Triplani-Venezia Art Factory 16 marzo 2016

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, in Via Miranese 42, Mirano (VE)

Via Miranese 42,Mirano (VE), tel./fax 041-5728366; 3471635040;
artepardes@gmail.com;
cartec@alice.it

www.artepardes.org;

Abdallah Khaled – Tobia Rava’ PONTI DI PACE

ZANINI CONTEMPORAY GALLERY presenta

Abdallah Khaled – Tobia Rava’ PONTI DI PACE

Aperta da domenica 8 NOVEMBRE 2015 fino al 10 gennaio 2016

Presentazione a cura di MARIA LUISA TREVISAN

La mostra è patrocinata dal Comune di San Benedetto Po (MN)

Grafica-pesci-con-fusione-2015-Khaled-Rava
sede:
Via Virgilio 7, San Benedetto Po (Mantova)

orari apertura
Tutti i giorni: 10-12 / 15.30-19.00

informazioni
Tel. 360.952089 – 335.6716531
zaninicontemporary@gmail.comwww.zaniniarte.com
Facebook: Art Gallery Zanini Arte

La Cittadella-Mantova-dic-2015

Comunicato Stampa Ponti di Pace 2

articolo La Cittadella Mantova dicembre 2015

mostra Ohr – Luce. Mostra personale di Tobia Ravà

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Anche quest’anno PaRDeS partecipa all’11a Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI il 10 ottobre 2015 con una mostra personale di Tobia Ravà

Ohr – Luce. Mostra personale di Tobia Ravà

organizzata in occasione della 56a Biennale D’Arte e dedicata alla luce come metafora della conoscenza.
A cura di Maria Luisa Trevisan

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Le opere di questa esposizione, di recente concezione, ma legate ai temi classici dell’artista: le Venezie, le foreste, gli animali e i vortici sono costruiti da un percorso numerologico determinato dalla Kabbalah ed dalla ghematrià. I lavori presenti sono eseguiti con i materiali più vari, dalle catalizzazioni su alluminio, sublimazioni su raso acrilico, lightbox led, sculture in bronzo e dipinti.
L’artista ha voluto dedicare una mostra alla luce, dato che il 2015 è stato proclamato dall’Unesco “Anno Internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla luce” (come deciso dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 20 dicembre 2013).
Da un po’ di tempo le sue opere si avvalgono di essa e delle tecnologie luminose più avanzate, in particolare i light box con luce al led.

Durante il periodo della mostra sono organizzati alcuni eventi tra questi la presentazione della 53a puntata della videorubrica “Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte” a cura di Sergio Mandelli dedicata all’artista
https://www.youtube.com/watch?v=j9G2rhLPn2o&feature=youtu.be

domenica 11 ottobre alle ore 16.30 “Anni ruggenti”.

Letture da Dorothy Parker di Marilè Angelini & Paola Stradi con intermezzi musicali di Maurizio Gobbin & Claire J. Wilson, e il 5 novembre ore 21 “L’alba dell’identità europea”.
Concerto per pianoforte a 4 mani di Elena Della Siega e Alessandra Semenzato con musiche di Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, Robert Schumann, Johannes Brahms.

INAUGURAZIONE domenica 11 ottobre ore 16.00
Ore 16.30 “Anni ruggenti”.
Testi di Dorothy Parker Letti da Marilè Angelini & Paola Stradi Intermezzi musicali di Maurizio Gobbin & Claire J. Wilson
Esposizione aperta dal 10 ottobre al 10 novembre 2015,
tutti i giorni 15 – 18 su prenotazione

comunicato stampa Ohr Luce TOBIA RAVA a Mirano

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mostra “Prati e boschi. L’energia del creato” a Venezia

Prati e boschi. L’energia del creato.

Opere di Miljenka Šepic e Tobia Ravà Venezia,
8 – 28 ottobre 2015
Inaugurazione giovedì 8 ottobre alle ore 18.00 presso
Art Factory di Tobia Ravà Dorsoduro 2324 – Venezia
(Fondamenta dell’Arzere)

La mostra “Prati e boschi. L’energia del creato”, a cura di Maria Luisa Trevisan, dopo essere stata a Parenzo approda a Venezia alla Art Factory di Tobia Ravà, Dorsoduro 2324 (Fondamenta dell’Arzere).

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Dall’8 ottobre sono esposte opere pittoriche di Miljenka Šepic e dipinti, sculture e lightbox di Tobia Ravà. I due artisti sono particolarmente sensibili al tema della natura ed entrambi, a proprio modo, vi si immergono totalmente, attingendo a piene mani da ciò che hanno intorno. Pur partendo da cultura e formazione diverse, lui veneziano con studi universitari a Bologna e lei croata con studi accademici a Venezia, vogliono raggiungere lo stesso risultato: sensibilizzare l’uomo nei confronti della natura affinché sia preservata, sottolineando che la vita dell’uomo è strettamente dipendente da essa, in quanto ci dona energia vitale, fa bene al corpo e allo spirito.

Organizzazione PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea
Testi e cura della mostra Maria Luisa Trevisan
Art Factory di Tobia Ravà Dorsoduro 2324, Venezia

La mostra è aperta fino al 28 ottobre.
Orari da mercoledì a sabato 16.00-19.00
(in altri orari telefonare al 3457830244).

comunicato stampa mostra Prati e boschi a Venezia

mostra “CODICI TRASCENDENTALI” Ponti di pace

 

“CODICI TRASCENDENTALI” Ponti di pace

Mostra dell’artista Tobia Ravà organizzata dall’Università Popolare di Trieste, con il patrocinio della Comunità Ebraica di Trieste, del Comune di Trieste, dell’Università degli Studi di Trieste e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Un “Omaggio alla Comunità Ebraica di Trieste” promosso dall’Università Popolare di Trieste in occasione della Giornata della Cultura Ebraica presso la Sala “Carlo Sbisà” di via Torrebianca 22 a Trieste.

Apertura mostra: dal 6 settembre al 6 ottobre

6 settembre 2015
ore 18 inaugurazione della mostra
ore 18.30 conferenza di Tobia Ravà

9 settembre 2015
ore 18.30 presentazione della mostra a cura Roberto Vidali

6 ottobre 2014 finissage

ore 18.30 presentazione del saggio di sulla Comunità Ebraica di Fiume di Rina Brumini

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La mostra resterà aperta al pubblico fino al 6 ottobre 2015

Orari: da lunedì al sabato, dalle ore 16.30 alle ore 19.30, domenica e festivi, dalle ore 10.30 alle ore 12.30

Presso la sede espositiva dell’università Popolare di Trieste
via Torre bianca 22 Trieste.

comunicato stampa comunicato stampa mostra Codici trascendentali Trieste

mostra Trieste folder quadrato

Tobia_Rava invito mostra Codici Trascendentali Trieste

 

 

Prati e boschi. L’energia del creato

Prati e boschi. L’energia del creato

Opere di Miljenka Šepic e Tobia Ravà

Parenzo (Croazia) 3 – 26 settembre 2015

Inaugurazione 3 settembre alle ore 20.00
presso Mala Galerija Pou Narodni trg 1, Poreč (vicino al porto di Parenzo)

La mostra è aperta fino al 26 settembre 2015

Orario: 10.00 – 12.00 18.00 – 20.00

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Per informazioni
Sebastian Vojvoda 00385989201875
seb.vojvoda@gmail.com
MALA GALERIJA Pučko otvoreno učilište Poreč Narodni trg 1 52440
Poreč tel.: (00)385 52 887 210
fax: (00)385 52 887 220
likovna@poup.hr
www.poup.hr

comunicato stampa Prati e boschi Parenzo