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Finissage mostra Adamà. Cantica per la terra

Adamà. Cantica per la terra
20 settembre – 20 novembre 2011
A cura di Maria Luisa Trevisan

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Visite e meditazioni su prenotazione da mercoledì a domenica dalle 15 alle 19 tel. +39 0415728366 cell. 3491240891 cartec@alice.it

Domenica 20 novembre 2011
Finissage mostra Adamà. Cantica per la terra

Ore 15 visite guidate
Ore 17 Concerto per pianoforte di Ilary Barnes
A seguire proiezione di Terra Madre, film documentario di Ermanno Olmi (2009, 78) e brindisi di chiusura.

Ilary Barnes si esibirà al pianoforte iniziando con brani Crying Heart, Always e Marriage Suite di Aiziza Mustafa’Zadeh, compositrice dell’Azerbaijan, nei quali unisce lo stile classico a sonorità mediorientali contaminate dall’Etno-Jazz colto di origine Coreiana e McLaughiana. Proseguirà con i ‘preludi’ di Sergej Rachmaninoff (Preludio op.32 n.12, Preludio op.32 n.11, Preludio op.23 n.6, Preludio op.23 n.7, Preludio op.32 n.8), per il quale il pianoforte ha un posto di rilievo. Egli ha utilizzato le proprie capacità come interprete per esplorare appieno le possibilità espressive dello strumento.
Ed infine terminerà con le sue originali composizioni: Lonlyness, Guardando S. Marco, Goodbye, Illusione.

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Terra Madre poetico film documentario di Ermanno Olmi, un grande maestro del cinema italiano.

“Rispetto dell’ambiente e dignità del cibo, per un futuro di pace e di armonia con la natura: solo la sensibilità di Ermanno Olmi poteva interpretare questa cosa straordinaria che è la Terra Madre”. Carlo Petrini

Torino 2006. Incontro mondiale tra le comunità del cibo. Qualcuno era arrivato con i suoi fagioli nel sacchetto, qualcun altro con il riso e l’orzo. Semi cresciuti in India, in Cina, in Messico. Scuri, chiari, levigati, rugosi come le mani e i volti di chi li aveva piantati, innaffiati, raccolti con gesti e tecniche di tradizione millenaria.

Contro le degenerazioni messe in atto dalle multinazionali del cibo, contro i prepotenti, marcia il grande popolo di Terra Madre. Una moltitudine di volti diversi, ma affini per nobile semplicità, convinti che si possa consumare diversamente e convivere in pace con la nostra madre Terra. Volti che vengono da lontano, ma uguali a quelli delle nostre campagne, della nostra infanzia. Un giro attorno al mondo alla ricerca di quel che resta della biodiversità, nell’agricoltura e negli allevamenti, dalla Cordigliera delle Ande fino all’India.

Terra Madre diventa il progetto di una vita capace di rispettare l’unico mondo che abbiamo. Prima che sia troppo tardi.

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concerto di Claudio Ronco

Domenica 30 ottobre 2011

ore 15.30 visita guidata alla mostra Adamà. Cantica per la terra.

ore 17 “Dalla voce dell’albero – Viva fui in Sylvis, sed muta; mortua dulce cano”. Improvvisazioni musicali di Claudio Ronco ed Emanuela Vozza con violoncelli intorno ai Racconti, apologhi e lettere d’amore alla musica (Luca Sossella Editore 2011). Presentazione del libro di Claudio Ronco.

Durante il pomeriggio sarà possibile incontrare l’artista messicano Leopoldo Cuspinera Madrigal che presenta in barchessina Paesaggi: visioni aumentate, alcuni suoi lavori pittorici dedicati agli alberi, presenza naturale e spirituale.

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chiusura estiva mostra Adamà

Domenica 17 luglio alle ore 18.30
brindisi di saluto per pausa estiva ed arrivederci a settembre con musica e video ed altri incontri a PaRDeS – Laboratorio di Ricerca D’Arte Contemporanea, Concerto d’Arte Contemporanea – Associazione Culturale, Via Miranese 42 – 30035 Mirano (VE).

Nel parco si potranno ascoltare le composizioni musicali di Sevn, Nature of Violence. Violence of Nature, e alle ore 19, per chi non ha ancora visto i video collegati alla mostra vi sarà una proiezione speciale in barchessina di “UNITI …PERDIO!”, 2011, di Sirio Luginbühl e Francesco Mazzucato, cortometraggio (Italia, colore, sonoro, 26’) realizzato in occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia. Una storia semiseria del Risorgimento a Padova e nel Veneto molto vera e … un po’ inventata. Viedeofilm commento musicale di Davide Ferrario. Voci narranti: Greta Bisandola e Andrea Boscolo e con Luisa Baldi e Nicoletta Salata nella lettura delle missive a Garibaldi. I disegni, stampe popolari, sono di Sirio Luginbühl e i testi liberamente tratti da “Obbedisco” di Flavia Randi e Francesca Marangoni. Prodotto a Padova da CINEMA & VIDEO INDIPENDENTE, marzo 2011.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, 15 maggio – 17 luglio e 20 settembre – 20 novembre 2011, a cura di Maria Luisa Trevisan. Prima del brindisi, alle ore 17, sarà effettuata una visita guidata gratuita alla mostra “Adamà Cantica per la terra”, a cura di Maria Luisa Trevisan.

Immagine dell’installazione di Santorossi, Fiori + Fiori, 2007

Immagine dell’installazione di Santorossi, Fiori + Fiori, 2007, metallo rivestito di “pelle di struzzo”, 160 x 65 ca. cu.

Nature of Violence-Violence of Nature di Sevn, 2011, 45’26”

« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma» (Antoine-Laurent de Lavoisier, prima versione della legge di conservazione della massa). Il 2012 in arrivo, le profezie dei Maya e le prima paure per ciò di cui eravamo stati avvisati anzitempo. Noi imperterriti ci allontaniamo da Dio, credendo di poterlo avvicinare con ogni arte che possa renderci più simili a Lui. La natura dimenticata vuole riappropriarsi di ciò che le è stato tolto per la ricostruzione del paradiso terrestre prima del precipizio in un annientamento inevitabile. Distruzione dunque o ripristino dell’equilibrio con un ritorno alle origini che può avvenire solo per mezzo dell’azzeramento totale?

L’opera inizia allo stesso modo in cui finisce, per ripartire da uno stesso principio e ripercorrere all’infinito un ciclo che alterna la natura della violenza e la violenza conseguente della natura.

Quindi il potere della creazione, nella natura come nell’arte, deve sapersi e saper rigenerare; solo apparentemente autodistruggendosi sotto i nostri occhi, l’arte ci porta alla scoperta di nuovi mondi. Le catastrofi che ormai pervadono la nostra vita quotidiana ci porteranno alla riscoperta del paradiso perduto nel poco che ne è rimasto, imparando a coltivarlo e a tenerlo in vita.

SEVN

MINUTAGGIO E BREVI DESCRIZIONI:
00:00 Time: il tempo come costante dell’evoluzione. Tutto ha un principio ed una fine.
00:33 Chaos: la creazione dal chaos.
00:52 Kirlian Photography: l’uomo cerca di studiare e dominare la natura.
00:59 Kingdom Come Perception: percezione di qualcosa che trascende l’uomo.
02:30 Human Interference: l’uomo che interferisce con la natura.
03:04 Nature Suffocation: la natura soffoca a causa dell’ intervento dell’uomo.
03:39 Fuga Centripeta:tutti vanno alla ricerca di un proprio centro per salvarsi.
04:24 Crystal Rain: piccole oasi superstiti di natura incolume.
05:32 Resolution: la sola risolutezza potrà salvare l’uomo.
06:23 Venice Ghost: una città fantasma sommersa dell’acqua.
07:42 Turn Around: i cicli dell’evoluzione dell’uomo che si ripetono seppure in forme diverse.
09:43 Whirl: violenza della natura in un vortice.
09:58 Jungle Party: il mondo diventa una giungla.
10:34 Magma: la terra che si muove e dà segnali all’uomo.
11:11 Ozono: la ferita del mondo.
12:54 Pollution: inquinamento e traffico allargano la piaga.
14:07 Effetto Serra: aumentano le temperature.
14:51 Petrol Ocean: un oceano di petrolio.
18:25 Overload. il sistema va in sovraccarico.
19:17 Nuclear Fusion: inizia la fusione nucleare.
23:30 Radioactivity: parte la radioattività.
24:43 Contamination: la contaminazione globale.
28:03 Resettlement: il mondo cerca il riassestamento. 39:58 Be Safe: mettetevi in salvo per affrontare il round finale. Conclusione o nuovo inizio?
Total Time 45:26

incontro con Ferdinando Camon

Mercoledì 29 giugno 2011 alle ore 18.30 incontro con lo scrittore Ferdinando Camon in occasione dell’uscita del suo ultimo libro La mia stirpe (Garzanti, 2011).
Presentazione di Giancarlo Boccotti.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Prima dell’incontro sarà effettuata una visita guidata alla mostra alle ore 17.

Con quest’ultimo libro Ferdinando Camon ritorna ai suoi temi più cari.
La mia stirpe è il racconto dell’immortalità attraverso la specie: il protagonista sente che, quando non ci sarà più, la nipotina che ora tiene in braccio lo farà rinascere, ma sente anche di essere stato presente, prima di nascere, nell’amore tra il ragazzo e la ragazza che saranno i suoi genitori.

È l’amore del primo Novecento, quando la ragazza temeva di restare incinta per il bacio di un uomo.
Ereditando le vite dei padri, il figlio eredita il dovere di realizzarne le missioni incompiute: vendicarsi per quel che han patito nella prima e nella seconda guerra, qui rievocate per squarci fulminei e potenti, e arrivare a un contatto con la più alta istituzione della Terra, custode e garante della verità in cui credono.

È la loro «gita al faro», l’impresa che dà un senso all’esistenza. Il padre e suo padre non ci sono riusciti. Ora tocca al figlio.

L’incontro col successore di chi ha portato la verità sulla Terra avviene davanti al Giudizio Universale di Michelangelo e trova le parole umili e commosse delle grandi narrazioni mistiche.

«Lavorare in campagna. Lavorare la terra è un lavoro sano, ed è scritto nel Vangelo. Se uno ha un campo, può segnarlo con un puntino sul mappamondo.

Ma se uno ha una cattedra all’università, cosa segna? Una guerra distrugge le città, ma non distrugge la terra. Non sei pentito di quel che fanno i tuoi figli?», «Sono contento, perché fanno quel che vogliono», «Non ti riconosco più! Non sei mio figlio! Non voglio avere un figlio così!».

In quel disconoscimento sentivo una condanna biblica, come se mi mandasse ramingo sulla Terra.

Ferdinando Camon è nato in provincia di Padova. In una dozzina di romanzi (tutti pubblicati con Garzanti) ha raccontato la morte della civiltà contadina (Il quinto stato, La vita eterna, Un altare per la madre – Premio Strega 1978), il terrorismo (Occidente, Storia di Sirio), la psicoanalisi (La malattia chiamata uomo, La donna dei fili), e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (La Terra è di tutti). È tradotto in 22 paesi. Il suo ultimo romanzo è La cavallina, la ragazza e il diavolo (2004). Altri libri di Camon Ferdinando: Dal silenzio delle campagne, Il Super-Baby, Mai visti sole e luna, Il canto delle balene, Tenebre su tenebre, Figli perduti. Il suo sito è www.ferdinandocamon.it

presentazione libro “PIAVE, cronache di un fiume sacro”

Nell’ambito di Adamà. Cantica per la terra
venerdì 10 giugno alle ore 21 presso
PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea
presentazione libro “PIAVE, cronache di un fiume sacro”, Il Saggiatore 2010 di Alessandro Marzo Magno.

Una incredibile valanga di informazioni tra storia, geografia e economia, ma anche politica e sociologia, tutte riguardanti il fiume più sfruttato d’Italia. Non solo un fiume in guerra come ci ricorda la storia patria, ma un fiume che combatte ogni giorno la sua guerra tra tragedie e storie quasi comiche, tra prelievi idrici, cave, insabbiamenti e abusi edilizi.

Il Piave è il fiume dei paradossi: non esiste quasi più, in compenso ha due sorgenti e due foci. Il fatto che sia sacro alla patria, non ha impedito che sia anche il fiume più sfruttato d’Europa: il 90 per cento delle sue acque viene prelevato per produrre energia elettrica e per irrigare i campi.
Così in tutto il suo medio corso è ridotto un torrentello che del fiume impetuoso capace di fermare un esercito non ha neanche il ricordo; il Piave torna a riempirsi d’acqua solo verso le foci, più o meno all’altezza di Zenson e Noventa. Foci che sono due, come si diceva: la Piave Vecchia (il Piave, come quasi tutti i fiumi veneti, era femminile ed è stato mascolinizzato dopo la prima guerra mondiale, soprattutto dalla celeberrima canzone La leggenda del Piave), ovvero la foce originale, tra Jesolo e il Cavallino (oggi vi scorre il Sile), e la foce attuale, a Cortellazzo, che fu tagliata dai veneziani nel XVII secolo per impedire che il fiume interrasse la laguna.
Anche le sorgenti sono due, o meglio: una è quella ufficiale, ovvero quella che dal Monte Peralba genera il corso d’acqua che passa per Sappada; l’altra che sgorga sempre dal Peralba, a poche centinaia di metri dalla prima, ma oltre lo spartiacque, dà origine al corso d’acqua che transita per la Val Visdende e che dagli abitanti del Comelico è ritenuto il “vero” Piave.

Il libro ripercorre i 220 chilometri del corso del fiume, dalle due sorgenti alle due foci, andando alla scoperta di luoghi e personaggi che si incontrano lungo il suo alveo. Ai capitoli di viaggio veri e propri (dove trovano curiosità e aneddoti, come per esempio la faesite, nata a Faè; il primo sex shop d’Italia, a Busche; la balia di Luchino Visconti, a Cesiomaggiore; il sindaco-pescatore di Zenson di Piave; gli ultimi pescatori con la bilancia, presso la foce), se ne alternano altri più monografici che esaminano alcune delle maggiori questioni originate dal fiume o dal suo utilizzo. L’energia elettrica e, ovviamente, il Vajont; il secolare trasporto di tronchi (330 mila ogni anno) lungo il suo corso che hanno permesso la crescita di Venezia; la Prima guerra mondiale, certamente (ma non si tratta di un libro di guerra) e i monumenti che della guerra ci testimoniano ancor oggi; il vino (lungo il fiume si producono prosecco e raboso, la doc Piave è una delle più estese d’Italia).

Si tratta di un libro godibile e leggero nel tono, ma non nel contenuto, che vuol mettere il luce tutti gli aspetti di un fiume celeberrimo, del fiume che tutti gli italiani conoscono, ma che nella storia è stato importante non solo per aver fatto da baluardo contro gli austriaci tra il 1917 e il 1918 (cosa già accaduta, tra l’altro, nel 1809, quando gli austriaci passati – ma guarda un po’ – da Caporetto, si scontrano sul Piave con i francesi di Napoleone), ma soprattutto per esser stato una specie di autostrada che per secoli ha collegato il Cadore con Venezia.

Sarà presente l’autore che verrà introdotto da Tobia Ravà.

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incontro su “Arte ed artisti del Risorgimento”

Venerdì 27 maggio ore 18
incontro su “Arte ed artisti del Risorgimento con Annamaria Sandonà docente d’arte contemporanea presso l’Università di Padova, e Sirio Luginbühl che presenta il cortometraggio “UNITI …PERDIO!”, 2011, evento organizzato nell’ambito della mostra d’arte contemporanea “Adamà Cantica per la terra”, a cura di Maria Luisa Trevisan, 5 maggio – 17 luglio e 20 settembre – 20 novembre 2011. Prima dell’incontro, alle ore 17, sarà effettuata una visita guidata gratuita alla mostra.

In occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, Sirio Luginbühl e Francesco Mazzucato hanno realizzato e diretto una storia semiseria del Risorgimento a Padova e nel Veneto molto vera e… un po’ inventata. Viedeofilm commento musicale di Davide Ferrario, Italia, colore, sonoro, 26’
Voci narranti: Greta Bisandola e Andrea Boscolo e con Luisa Baldi e Nicoletta Salata nella lettura delle missive a Garibaldi.
I disegni, stampe popolari, sono di Sirio Luginbühl e i testi liberamente tratti da “Obbedisco” di Flavia Randi e Francesca Marangoni.Prodotto a Padova da CINEMA & VIDEO INDIPENDENTE, marzo 2011.

Immagine di Tobia Ravà del grande dipinto esposto alle Corderie dell’Arsenale al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia:, dal titolo “I-tal –ya , Isola della rugiada divina 2011”. Opera eseguita dall’artista per ricordare il determinante  contributo  della Comunità Ebraica al Risorgimento Italiano.

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Presentazione libro: I Sassi in perle

 

Nell’ambito di Adamà. Cantica per la terra sabato 21 maggio 2011 alle ore 18 presentazione del libro I sassi in perle di Maria Zaffira Secchi presso PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea

Prima dell’incontro visita guidata alla mostra “Adamà Cantica per la terra”, a cura di Maria Luisa Trevisan (5 maggio – 17 luglio e 20 settembre – 20 novembre 2011) con inizio alle ore 16.30. S’informa che le visite sono gratuite, ma su prenotazione.

A seguire presentazione del libro, alla presenza dell’autrice che sarà introdotta da Tobia Ravà.
Un libro come un viaggio, condotto con eccellente equilibrio emozionale, toccando le sponde del ricordo e del sogno, fino alle pendici del dubbio e della speranza. È il debutto letterario della scrittrice veneta giornalista pubblicista impegnata in formazione e comunicazione. La presentazione dell’opera “I sassi in perle” in occasione della mostra Adamà. Cantica per la terra è un regalo per i lettori dell’interiore. Come una collana di sassi in perle, cruda e dolcissima insieme.
Quasi un diario di confidenze sul banco della quotidianità che appartiene a tutti. Dall’intermittenza di una figura materna che appare e scompare, misurando il diametro dell’esperienza del crescere, lo scorrere lento di una pellicola. Un riverbero di ricordi e di emozioni insieme, che si mischiano e si appropriano dello sfondo originale del paesaggio
straordinariamente parlante, dove la maestosità della natura non smette di dare le giuste dimensioni ad ogni cosa. Fino ad aver voglia di sentirsi “pianta o sasso”, parte integrante di una terra “che fa scordare il mare!” per riconoscere la meta, proprio nel cammino, soffermando l’obiettivo sul “durante”, sull’impegno a salire che altro non è che la più concreta esperienza del vivere. Agire nella consapevolezza del kairòs, di quella grazia del momento opportuno. “Un’opera nuova per il suo genere preziosamente interiore, ma accessibile a tutti. Per questo carica di spunti e motivi di riflessione, necessari e obbligati per ognuno.”

Maria Zaffira Secchi è nata a Treviso l’ 8 luglio 1960. Vive a Udine e lavora tra Udine e Trieste. Ha una figlia.
Giornalista pubblicista ha collaborato con emittenti radio-televisive e testate giornalistiche.
Nel giugno del 2007 ha ottenuto la seconda segnalazione al concorso letterario “Luoghi senza donne-donne senza luoghi”. Un suo racconto – Il naso e la festa – è stato segnalato al concorso “Letti in sorso” promosso dalla azienda Santa Margherita in collaborazione con la Feltrinelli. lettiinunsorso.santamargherita.com
Si occupa di formazione e comunicazione.
“I sassi in perle” è il suo primo libro. www.lacaravellaeditrice.it

comunicato stampa 21 maggio 2011 Maria Zaffira_Secchi

ELEVAZIONI E PERMUTAZIONI

Elevazioni Permutazioni 2010
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23 maggio – 11 luglio 2010
Mostra Elevazioni & permutazioni
presso lo spazio espositivo Pardes
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a cura di Maria Luisa Trevisan e Nadine Shenkar

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca D’Arte Contemporanea,
Concerto d’Arte Contemporanea – Associazione Culturale
Via Miranese 42 – 30035 Mirano (VE)

TEL / FAX +39 0415728366
www.artepardes.org
www.concertodartecontemporanea.org

cartec@alice.it
mltrevisan@libero.it


scheda mostra Elevazioni

invito mostra Elevazioni

Elevazioni locandina mostra Elevazioni

 

mostra Tre e quattordici opere di Tobia Ravà

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ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE
“V. E. MARZOTTO”
Valdagno (VI)
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In occasione della Giornata del p (pi greco)

Tre e quattordici opere di Tobia Ravà

A cura di Maria Luisa Trevisan

MUSEO DELLE MACCHINE TESSILI I.T.I. “V. E. MARZOTTO” (VI)

DAL 13 MARZO AL 25 APRILE 2010

locandina Mostra a Valdagno

invito Mostra di Tobia Ravà a Valdagno 

Folder Mostra Valdagno

Sabato 13 marzo 2010 alle ore 17.00 s’inaugura, al Museo delle Macchine Tessili di Valdagno, che ha sede presso I.T.I. “V.E.Marzotto”, la mostra Tre e quattordici con opere dell’artista veneziano Tobia Ravà, il cui nome è di recente rimbalzato sulle testate giornalistiche internazionali in occasione della visita alla Sinagoga di Roma da parte di Benedetto XVI, in quanto il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma ha scelto una sua opera, La direzione spirituale, quale dono al Pontefice.

Il titolo della mostra fa riferimento al pi greco a cui l’artista ha legato alcune sue indagini effettuate in ambito cabalistico, riferite alla parola ebraica shaddài (onnipotente, il cui valore ghematrico è 314), ma riguarda anche altri teoremi e formule scientifiche che l’hanno condotto ad effettuare pure delle scoperte matematiche, quali la “Congettura di Ravà”.

La mostra, a cura di Maria Luisa Trevisan, è dedicata al pi greco innanzitutto perché il 14 marzo negli USA è il Pi day, ossia il giorno in cui si festeggia il pi greco, in quanto si antepone il numero del mese a quello del giorno (3.14), ma anche perché l’artista utilizza numeri e formule matematiche nella costruzione delle sue opere, accanto alle quali vi sono pure lettere ebraiche, che sono riconducibili a delle cifre, poiché attraverso la ghematria (processo di permutazione delle lettere in numeri), ogni lettera è anche un numero. Due sono i linguaggi, logica letterale e matematica, che si fondono nelle sue opere a creare un terzo linguaggio, quello figurativo, che vuole indagare, ricostruire e manifestare il mistero dell’universo.

Il percorso si dipana tra telai ed affascinanti macchine per la filatura cardata e pettinata, e per la tessitura, oramai desueti, lane grezze, raffinati filati, tessuti, arazzi, fibre rarissime e preziose, in un dialogo tra il passato (dalla storia della lavorazione della lana nella vallata dell’Agno e quella del lanificio Marzotto, al contesto architettonico ed urbanistico della Città sociale progettata dall’architetto Bonfanti negli anni ‘30) ed il presente, l’ITI Marzotto, che qui ha ancora la sua sede per la formazione di Periti tessili, chimici, elettronici ed informatici.

Questa mostra rappresenta un’occasione particolare che dimostra i termini della sfida per il futuro: c’è un museo e quindi la storia ed il sapere, una mostra d’arte contemporanea, che rappresenta il fare di un artista che ha uno stile originale, unico ed inconfondibile, e la scuola che prepara le future generazioni cercando di infondervi sensibilità, stile e rispetto per il passato e per le tradizioni locali.

Nelle opere dell’artista si può scoprire un intreccio affascinante tra presente, passato e futuro, tra natura e cultura, attraverso seducenti immagini fatte di forme, colori, lettere e numeri, che costituiscono quella foresta di simboli che si cela dietro il reale. Per l’occasione saranno esposte opere pittoriche e scultoree, quali Leviatan, un grande squalo a grandezza naturale, paesaggi con boschi ed architetture ed opere realizzate a quattro mani con l’artista algerino Abdallah Khaled, dove le immagini si librano nell’aria tra numeri e lettere ebraiche, graffiti rupestri e paesaggi che hanno i colori del deserto e dell’Atlante.

Se da una parte le opere dei due artisti esprimono l’appartenenza a culture diverse, dall’altra, non solo dialogano perfettamente tra di loro, ma sono in armonia con il contesto che le ospita, un luogo molto diverso dalle gallerie d’arte contemporanea, per nulla asettico, anzi ben caratterizzato dal design architettonico e dai macchinari esposti.

Proprio in omaggio al Museo delle Macchine Tessili, tra le opere vi sono anche le recenti sperimentazioni digitali, le vele a tema architettonico su raso, che Tobia Ravà ha presentato nel settembre scorso al Castello Svevo di Trani, con lunghe prospettive riprese dalla realtà e sublimate, che assurgono a luoghi e simboli dello spirito.
Si va dalla pittura, al lightbox, alla scultura, dalle forme seducenti, ai colori vivaci, dai forti valori tattili, come le lane qui esposte anche per essere toccate ed accarezzate. Il mix sinestetico che si crea tra i colori ed i materiali soffici ed accattivanti adagiati su rulli, telai ed ingranaggi, diventa anche occasione di riflessione e dialogo creativo tra ambiti produttivi contigui.

Pubblicazione con testi di Maria Luisa Trevisan, Gioia Chilese e Erika Ferretto

In occasione della mostra, giovedì 18 marzo alle ore 18 il prof. Bruno D’Amore terrà un incontro dal titolo “Matematica ed Arte”, da sempre binomio inscindibile. Dopo il Romanticismo, l’arte e la matematica hanno preso strade diverse, ma oggi tendono di nuovo ad unificarsi. Soprattutto alcuni tra i grandi artisti del XX secolo hanno mostrato che c’è una linea analitica nell’arte contemporanea che non può fare a meno della matematica, da vari punti di vista.

Mercoledì 24 marzo presso il ristorante “La linte”, via Roma 21 Recoaro Terme, ci sarà una cena ebraica con la presenza dell’artista, organizzata dalla Coop in collaborazione con “Slow food” (per informazioni tel. 0445 75566).

La mostra rimarrà aperta fino al 25 aprile 2010 nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19; sabato e domenica: dalle 10 alle 12; dalle 16 alle 19. Lunedì 5 aprile: dalle 16 alle 19.
La mostra rimane chiusa sabato 3 e domenica 4 per le festività pasquali.

Servizi: Visite guidate al Museo delle Macchine Tessili e alla Città sociale o dell’Armonia, presso l’ITI Marzotto di Valdagno. Prenotazioni: tel. 0445 401007 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 .Organizzazione: ITI “V. E. Marzotto” Valdagno (VI), referente: Gioia Chilese.

Patrocinio del Comune di Valdagno
Sponsor: Coop; La fenice S.p.a. Leather Chemical Spicialties; Cromaplast (trattamenti galvanici); Lions club Valdagno; Libreria Liberalibro di Galla e Bonturi; Mathesis Società italiana di Scienze matematiche e fisiche, sezione di Vicenza; Banca San Giorgio e Valle dell’Agno, Matteo Marzotto.

Luogo: Museo delle Macchine Tessili presso I.T.I. “V.E.Marzotto” Via Carducci 9 – Valdagno (VI)

Tel.: +39 0445 401007 Fax: +39 0445 408577;
e-mail: info@itismarzotto.it; vitf040005@istruzione.it; http://www.itismarzotto.it

Ufficio stampa: PaRDeS – Concerto d’Arte Contemporanea 041/5728366;
cartec@alice.it; marialuisa.trevisan@virgilio.it
Per informazioni si veda anche su facebook Tobia Ravà e PaRDeS (quest’ultimo anche su my space).

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