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“Enèrgheia” Cariche e flussi artistici di energie alternative

Lo spazio PaRDeS ospita una nuova mostra

“Enèrgheia” Cariche e flussi artistici di energie alternative
a cura di Maria Luisa Trevisan

Domenica 25 maggio 2014 ore 17 inaugurazione a PaRDeS a Mirano, via Miranese 42: presentazione della mostra, a seguire brindisi e intrattenimento musicale con il “Duo italo-inglese UnAnima”. Claire Julia Wilson (voce) e Maurizio Gobbin (chitarra e voce) con un repertorio che spazia diversi generi musicali, dal blues al jazz, dal reggae al folk, dal country al classico.

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Finissage della mostra “Progetto Arca. Una scelta per il futuro”

Progetto Arca

A cura di Maria Luisa Trevisan

 Domenica 10 novembre 2013 alle ore 18 presso la sede di PaRDeS, a Mirano

Finissage della mostra “Progetto Arca. Una scelta per il futuro”

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Brindisi in musica con il quartetto “UnAnimA” composto da GIANNI LONGO al CONTRABASSO, MAURIZIO GOBBIN alla CHITARRA acustica e VOCE, TONINO TATASCIORE ai FIATI, CLAIRE JULIA WILSON alla VOCE e con la partecipazione straordinaria di Miriam Meghnagi di ritorno da una felice tournee in Lituania dove, in special modo a Vilnius, ha ricevuto standing ovation.

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Avevamo inaugurato la mostra con il gruppo “UnAnimA” e con il medesimo gruppo chiudiamo il cerchio  aggiungendo nuovi elementi, i fiati di Tonino Tatasciore e la voce intensa e straordinaria di Miriam Meghnagi che interagisce con i musicisti in un’occasione unica ed eccezionale creando un metisagge in cui si mescolano diversi generi musicali, dalle sonorità e atmosfere mediterranee al blues al jazz, dal reggae al folk, dal country al classic.

comunicato stampa finissage mostra Progetto ARCA

SENTIERI DI PACE

SENTIERI DI PACE
Abdallah Khaled e Tobia Ravà

dal 22 giugno al 9 luglio 2013
Riva del Garda – Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale

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tutti i giorni 10.00 – 12.00 | 14.00 – 18.00 | Ingresso libero
Inaugurazione 22 giugno 2013 ore 18.00

nuovo evento espositivo organizzato dal Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda, in programma dal 22 giugno al 9 luglio 2013 presso la Sala Civica “G. Craffonara” di Riva del Garda propone opere dell’artista veneziano di cultura ebraica Tobia Ravà e dell’artista algerino di cultura islamica Abdallah Khaled.
Le opere eseguite a quattro mani da Ravà e Khaled hanno per tema la pace, argomento di scottante attualità politica, vista la situazione internazionale e il difficile rapporto tra ebrei e musulmani.

 

comunicato Rava Khaled

 

Finissage mostra Adamà. Cantica per la terra

Adamà. Cantica per la terra
20 settembre – 20 novembre 2011
A cura di Maria Luisa Trevisan

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Visite e meditazioni su prenotazione da mercoledì a domenica dalle 15 alle 19 tel. +39 0415728366 cell. 3491240891 cartec@alice.it

Domenica 20 novembre 2011
Finissage mostra Adamà. Cantica per la terra

Ore 15 visite guidate
Ore 17 Concerto per pianoforte di Ilary Barnes
A seguire proiezione di Terra Madre, film documentario di Ermanno Olmi (2009, 78) e brindisi di chiusura.

Ilary Barnes si esibirà al pianoforte iniziando con brani Crying Heart, Always e Marriage Suite di Aiziza Mustafa’Zadeh, compositrice dell’Azerbaijan, nei quali unisce lo stile classico a sonorità mediorientali contaminate dall’Etno-Jazz colto di origine Coreiana e McLaughiana. Proseguirà con i ‘preludi’ di Sergej Rachmaninoff (Preludio op.32 n.12, Preludio op.32 n.11, Preludio op.23 n.6, Preludio op.23 n.7, Preludio op.32 n.8), per il quale il pianoforte ha un posto di rilievo. Egli ha utilizzato le proprie capacità come interprete per esplorare appieno le possibilità espressive dello strumento.
Ed infine terminerà con le sue originali composizioni: Lonlyness, Guardando S. Marco, Goodbye, Illusione.

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Terra Madre poetico film documentario di Ermanno Olmi, un grande maestro del cinema italiano.

“Rispetto dell’ambiente e dignità del cibo, per un futuro di pace e di armonia con la natura: solo la sensibilità di Ermanno Olmi poteva interpretare questa cosa straordinaria che è la Terra Madre”. Carlo Petrini

Torino 2006. Incontro mondiale tra le comunità del cibo. Qualcuno era arrivato con i suoi fagioli nel sacchetto, qualcun altro con il riso e l’orzo. Semi cresciuti in India, in Cina, in Messico. Scuri, chiari, levigati, rugosi come le mani e i volti di chi li aveva piantati, innaffiati, raccolti con gesti e tecniche di tradizione millenaria.

Contro le degenerazioni messe in atto dalle multinazionali del cibo, contro i prepotenti, marcia il grande popolo di Terra Madre. Una moltitudine di volti diversi, ma affini per nobile semplicità, convinti che si possa consumare diversamente e convivere in pace con la nostra madre Terra. Volti che vengono da lontano, ma uguali a quelli delle nostre campagne, della nostra infanzia. Un giro attorno al mondo alla ricerca di quel che resta della biodiversità, nell’agricoltura e negli allevamenti, dalla Cordigliera delle Ande fino all’India.

Terra Madre diventa il progetto di una vita capace di rispettare l’unico mondo che abbiamo. Prima che sia troppo tardi.

download comunicato stampa finissage mostra Adamà

concerto di Claudio Ronco

Domenica 30 ottobre 2011

ore 15.30 visita guidata alla mostra Adamà. Cantica per la terra.

ore 17 “Dalla voce dell’albero – Viva fui in Sylvis, sed muta; mortua dulce cano”. Improvvisazioni musicali di Claudio Ronco ed Emanuela Vozza con violoncelli intorno ai Racconti, apologhi e lettere d’amore alla musica (Luca Sossella Editore 2011). Presentazione del libro di Claudio Ronco.

Durante il pomeriggio sarà possibile incontrare l’artista messicano Leopoldo Cuspinera Madrigal che presenta in barchessina Paesaggi: visioni aumentate, alcuni suoi lavori pittorici dedicati agli alberi, presenza naturale e spirituale.

download del comunicato stampa

 

chiusura estiva mostra Adamà

Domenica 17 luglio alle ore 18.30
brindisi di saluto per pausa estiva ed arrivederci a settembre con musica e video ed altri incontri a PaRDeS – Laboratorio di Ricerca D’Arte Contemporanea, Concerto d’Arte Contemporanea – Associazione Culturale, Via Miranese 42 – 30035 Mirano (VE).

Nel parco si potranno ascoltare le composizioni musicali di Sevn, Nature of Violence. Violence of Nature, e alle ore 19, per chi non ha ancora visto i video collegati alla mostra vi sarà una proiezione speciale in barchessina di “UNITI …PERDIO!”, 2011, di Sirio Luginbühl e Francesco Mazzucato, cortometraggio (Italia, colore, sonoro, 26’) realizzato in occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia. Una storia semiseria del Risorgimento a Padova e nel Veneto molto vera e … un po’ inventata. Viedeofilm commento musicale di Davide Ferrario. Voci narranti: Greta Bisandola e Andrea Boscolo e con Luisa Baldi e Nicoletta Salata nella lettura delle missive a Garibaldi. I disegni, stampe popolari, sono di Sirio Luginbühl e i testi liberamente tratti da “Obbedisco” di Flavia Randi e Francesca Marangoni. Prodotto a Padova da CINEMA & VIDEO INDIPENDENTE, marzo 2011.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, 15 maggio – 17 luglio e 20 settembre – 20 novembre 2011, a cura di Maria Luisa Trevisan. Prima del brindisi, alle ore 17, sarà effettuata una visita guidata gratuita alla mostra “Adamà Cantica per la terra”, a cura di Maria Luisa Trevisan.

Immagine dell’installazione di Santorossi, Fiori + Fiori, 2007

Immagine dell’installazione di Santorossi, Fiori + Fiori, 2007, metallo rivestito di “pelle di struzzo”, 160 x 65 ca. cu.

Nature of Violence-Violence of Nature di Sevn, 2011, 45’26”

« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma» (Antoine-Laurent de Lavoisier, prima versione della legge di conservazione della massa). Il 2012 in arrivo, le profezie dei Maya e le prima paure per ciò di cui eravamo stati avvisati anzitempo. Noi imperterriti ci allontaniamo da Dio, credendo di poterlo avvicinare con ogni arte che possa renderci più simili a Lui. La natura dimenticata vuole riappropriarsi di ciò che le è stato tolto per la ricostruzione del paradiso terrestre prima del precipizio in un annientamento inevitabile. Distruzione dunque o ripristino dell’equilibrio con un ritorno alle origini che può avvenire solo per mezzo dell’azzeramento totale?

L’opera inizia allo stesso modo in cui finisce, per ripartire da uno stesso principio e ripercorrere all’infinito un ciclo che alterna la natura della violenza e la violenza conseguente della natura.

Quindi il potere della creazione, nella natura come nell’arte, deve sapersi e saper rigenerare; solo apparentemente autodistruggendosi sotto i nostri occhi, l’arte ci porta alla scoperta di nuovi mondi. Le catastrofi che ormai pervadono la nostra vita quotidiana ci porteranno alla riscoperta del paradiso perduto nel poco che ne è rimasto, imparando a coltivarlo e a tenerlo in vita.

SEVN

MINUTAGGIO E BREVI DESCRIZIONI:
00:00 Time: il tempo come costante dell’evoluzione. Tutto ha un principio ed una fine.
00:33 Chaos: la creazione dal chaos.
00:52 Kirlian Photography: l’uomo cerca di studiare e dominare la natura.
00:59 Kingdom Come Perception: percezione di qualcosa che trascende l’uomo.
02:30 Human Interference: l’uomo che interferisce con la natura.
03:04 Nature Suffocation: la natura soffoca a causa dell’ intervento dell’uomo.
03:39 Fuga Centripeta:tutti vanno alla ricerca di un proprio centro per salvarsi.
04:24 Crystal Rain: piccole oasi superstiti di natura incolume.
05:32 Resolution: la sola risolutezza potrà salvare l’uomo.
06:23 Venice Ghost: una città fantasma sommersa dell’acqua.
07:42 Turn Around: i cicli dell’evoluzione dell’uomo che si ripetono seppure in forme diverse.
09:43 Whirl: violenza della natura in un vortice.
09:58 Jungle Party: il mondo diventa una giungla.
10:34 Magma: la terra che si muove e dà segnali all’uomo.
11:11 Ozono: la ferita del mondo.
12:54 Pollution: inquinamento e traffico allargano la piaga.
14:07 Effetto Serra: aumentano le temperature.
14:51 Petrol Ocean: un oceano di petrolio.
18:25 Overload. il sistema va in sovraccarico.
19:17 Nuclear Fusion: inizia la fusione nucleare.
23:30 Radioactivity: parte la radioattività.
24:43 Contamination: la contaminazione globale.
28:03 Resettlement: il mondo cerca il riassestamento. 39:58 Be Safe: mettetevi in salvo per affrontare il round finale. Conclusione o nuovo inizio?
Total Time 45:26

incontro con Ferdinando Camon

Mercoledì 29 giugno 2011 alle ore 18.30 incontro con lo scrittore Ferdinando Camon in occasione dell’uscita del suo ultimo libro La mia stirpe (Garzanti, 2011).
Presentazione di Giancarlo Boccotti.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Prima dell’incontro sarà effettuata una visita guidata alla mostra alle ore 17.

Con quest’ultimo libro Ferdinando Camon ritorna ai suoi temi più cari.
La mia stirpe è il racconto dell’immortalità attraverso la specie: il protagonista sente che, quando non ci sarà più, la nipotina che ora tiene in braccio lo farà rinascere, ma sente anche di essere stato presente, prima di nascere, nell’amore tra il ragazzo e la ragazza che saranno i suoi genitori.

È l’amore del primo Novecento, quando la ragazza temeva di restare incinta per il bacio di un uomo.
Ereditando le vite dei padri, il figlio eredita il dovere di realizzarne le missioni incompiute: vendicarsi per quel che han patito nella prima e nella seconda guerra, qui rievocate per squarci fulminei e potenti, e arrivare a un contatto con la più alta istituzione della Terra, custode e garante della verità in cui credono.

È la loro «gita al faro», l’impresa che dà un senso all’esistenza. Il padre e suo padre non ci sono riusciti. Ora tocca al figlio.

L’incontro col successore di chi ha portato la verità sulla Terra avviene davanti al Giudizio Universale di Michelangelo e trova le parole umili e commosse delle grandi narrazioni mistiche.

«Lavorare in campagna. Lavorare la terra è un lavoro sano, ed è scritto nel Vangelo. Se uno ha un campo, può segnarlo con un puntino sul mappamondo.

Ma se uno ha una cattedra all’università, cosa segna? Una guerra distrugge le città, ma non distrugge la terra. Non sei pentito di quel che fanno i tuoi figli?», «Sono contento, perché fanno quel che vogliono», «Non ti riconosco più! Non sei mio figlio! Non voglio avere un figlio così!».

In quel disconoscimento sentivo una condanna biblica, come se mi mandasse ramingo sulla Terra.

Ferdinando Camon è nato in provincia di Padova. In una dozzina di romanzi (tutti pubblicati con Garzanti) ha raccontato la morte della civiltà contadina (Il quinto stato, La vita eterna, Un altare per la madre – Premio Strega 1978), il terrorismo (Occidente, Storia di Sirio), la psicoanalisi (La malattia chiamata uomo, La donna dei fili), e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (La Terra è di tutti). È tradotto in 22 paesi. Il suo ultimo romanzo è La cavallina, la ragazza e il diavolo (2004). Altri libri di Camon Ferdinando: Dal silenzio delle campagne, Il Super-Baby, Mai visti sole e luna, Il canto delle balene, Tenebre su tenebre, Figli perduti. Il suo sito è www.ferdinandocamon.it

presentazione libro “PIAVE, cronache di un fiume sacro”

Nell’ambito di Adamà. Cantica per la terra
venerdì 10 giugno alle ore 21 presso
PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea
presentazione libro “PIAVE, cronache di un fiume sacro”, Il Saggiatore 2010 di Alessandro Marzo Magno.

Una incredibile valanga di informazioni tra storia, geografia e economia, ma anche politica e sociologia, tutte riguardanti il fiume più sfruttato d’Italia. Non solo un fiume in guerra come ci ricorda la storia patria, ma un fiume che combatte ogni giorno la sua guerra tra tragedie e storie quasi comiche, tra prelievi idrici, cave, insabbiamenti e abusi edilizi.

Il Piave è il fiume dei paradossi: non esiste quasi più, in compenso ha due sorgenti e due foci. Il fatto che sia sacro alla patria, non ha impedito che sia anche il fiume più sfruttato d’Europa: il 90 per cento delle sue acque viene prelevato per produrre energia elettrica e per irrigare i campi.
Così in tutto il suo medio corso è ridotto un torrentello che del fiume impetuoso capace di fermare un esercito non ha neanche il ricordo; il Piave torna a riempirsi d’acqua solo verso le foci, più o meno all’altezza di Zenson e Noventa. Foci che sono due, come si diceva: la Piave Vecchia (il Piave, come quasi tutti i fiumi veneti, era femminile ed è stato mascolinizzato dopo la prima guerra mondiale, soprattutto dalla celeberrima canzone La leggenda del Piave), ovvero la foce originale, tra Jesolo e il Cavallino (oggi vi scorre il Sile), e la foce attuale, a Cortellazzo, che fu tagliata dai veneziani nel XVII secolo per impedire che il fiume interrasse la laguna.
Anche le sorgenti sono due, o meglio: una è quella ufficiale, ovvero quella che dal Monte Peralba genera il corso d’acqua che passa per Sappada; l’altra che sgorga sempre dal Peralba, a poche centinaia di metri dalla prima, ma oltre lo spartiacque, dà origine al corso d’acqua che transita per la Val Visdende e che dagli abitanti del Comelico è ritenuto il “vero” Piave.

Il libro ripercorre i 220 chilometri del corso del fiume, dalle due sorgenti alle due foci, andando alla scoperta di luoghi e personaggi che si incontrano lungo il suo alveo. Ai capitoli di viaggio veri e propri (dove trovano curiosità e aneddoti, come per esempio la faesite, nata a Faè; il primo sex shop d’Italia, a Busche; la balia di Luchino Visconti, a Cesiomaggiore; il sindaco-pescatore di Zenson di Piave; gli ultimi pescatori con la bilancia, presso la foce), se ne alternano altri più monografici che esaminano alcune delle maggiori questioni originate dal fiume o dal suo utilizzo. L’energia elettrica e, ovviamente, il Vajont; il secolare trasporto di tronchi (330 mila ogni anno) lungo il suo corso che hanno permesso la crescita di Venezia; la Prima guerra mondiale, certamente (ma non si tratta di un libro di guerra) e i monumenti che della guerra ci testimoniano ancor oggi; il vino (lungo il fiume si producono prosecco e raboso, la doc Piave è una delle più estese d’Italia).

Si tratta di un libro godibile e leggero nel tono, ma non nel contenuto, che vuol mettere il luce tutti gli aspetti di un fiume celeberrimo, del fiume che tutti gli italiani conoscono, ma che nella storia è stato importante non solo per aver fatto da baluardo contro gli austriaci tra il 1917 e il 1918 (cosa già accaduta, tra l’altro, nel 1809, quando gli austriaci passati – ma guarda un po’ – da Caporetto, si scontrano sul Piave con i francesi di Napoleone), ma soprattutto per esser stato una specie di autostrada che per secoli ha collegato il Cadore con Venezia.

Sarà presente l’autore che verrà introdotto da Tobia Ravà.

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