| PARDES | LABORATORIO DI RICERCA D'ARTE CONTEMPORANEA |
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sequenza opere in mostra
PERCORSI INTERIORI 4.9 - 15.11.2009
Annalù, Franco Armieri, Huang A Zhong, Ariela Böhm, Huguette Blèzés, Alessandro Cadamuro, Alessandro Cardinale, Anna Cassarino, Franco Cimitan, Leonardo Cimolin, Franco Corrocher, Franco Costalonga, Nadia Costantini, Paolo Del Giudice, Amedeo Fontana, Roberto Fontanella, Silvio Gagno, Franco Gazzarri, Cristina Gori, Enzo Guaricci, Zhang Gui Ming, Maura Israel, Abdallah Khaled, Sirio Luginbühl, Mya Lurgo, Yuan Kan, Ion Koman, Maria Pia Michielon, Maria Micozzi, Gianna Moise, Barbara Nahmad, Pain Azyme, Aldo Pallaro, Simone Pellegrini, Barbara Pelizzon, Tobia Ravà, Cloti Ricciardi, Maria Pia Fanna Roncoroni, Oreste Sabadin, Santorossi, Hana Silberstein, Sandy Skoglund, Buci Sopelsa, Francesco Stefanini, Marialuisa Tadei, Paolo Tommasini, Cesare Vignato, Valerio Vivian, Paola Volpato, Hu Wei Da, Zhou Zhi Wei, Stefano Zaratin Dopo la mostra L’anima del suono realizzata
nella primavera-estate del 2009, l’associazione culturale Concerto
d’Arte Contemporanea e PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte
Contemporanea, ha aperto i battenti con una nuova esposizione Percorsi
interiori, a cura di Maria Luisa Trevisan, che propone un viaggio introspettivo
attraverso le opere di artisti contemporanei italiani e stranieri. Le
Magnolie di Cristina, installazione ambientale realizzata dallo scultore
Aldo Pallaro nel giardino, parte dal presupposto che la pianta è
un essere vivente. Prendendo spunto dal percorso della linfa all’interno
dell’albero, vi rappresenta le ramificazioni ed il colore del
nostro sistema sanguigno. Ariela Böhm, con un gorgo visualizza
lo scivolare verso l’interiorità, concetto presente anche
nell’opera di Tobia Ravà, Shanà Tovà 5769,
dove sono di buon auspicio le evoluzioni concentriche dei pesci rossi,
a cui l’artista si è ispirato ripensando al suo viaggio
compiuto a Pechino, invitato l’anno scorso all’Olimpic Fine
Art. Qui i laghi ed i fossati in prossimità dei templi sono completamente
rossi tanta è la quantità di pesci che vi nuotano, soggetto
quindi legato all’oriente e perciò molto amato da artisti
come Matisse. Anche l’americana Sandy Skoglund ci mostra una moltitudine
di animali, una scena divertente e surreale allo stesso tempo di scoiattoli
al drive in (fotografia di set), il russo-moldavo Ion Koman in Introspezione
aviaria dipinge ordinatamente una sfilata di eleganti galline. Franco
Cimitan ci proietta in un tempo lontano, in luoghi onirici ed incantati,
che sembrano appartenere ormai solo ad un passato in cui la natura era
sovrana, quei paesaggi appena offuscati da un po’ di foschia che
anche Giorgione ha amato dipingere. In Graziella Da Gioz la natura non
è così dolce, ma si fa più dura e pungente sotto
le sferzate del vento invernale che porta acqua e neve. Percorsi ottico
- cinetici sono presenti nelle sculture sferiche in plexiglass di Franco
Costalonga ed in quelle mobili in acciaio di Nadia Costantini collocate
sotto i noccioli, intrattenendo con la natura circostante un dialogo
di riflessi e movimenti che si fanno danza. In Maria Pia Fanna Roncoroni
il discorso è tra due seggiole in ferro e bronzo collocate in
giardino, metafora del dualismo “lui – lei”, argomento
più volte trattato dall’artista trevigiana ed interpretato
come un incontro-scontro tra due mondi, due concezioni dell’essere.
Paolo Del Giudice offre un ritratto di Pisolini intenso dal volto scavato
ed occhi penetranti. Roberto Fontanella nei suoi dipinti effettua invece
l’analisi del microcosmo naturale attraverso una lente macro che
ci mostra le forme meravigliose, come in Green star, di certi piccoli
semi altrimenti invisibili. Metamorfosi è il titolo della rielaborazione
fotografica di Cristina Gori quale metafora del cambiamento che avviene
nel rapportarsi con “l’altro”, un intreccio tra umano
e vegetale, naturale e artificiale. I soggetti di Alessandro Cardinale
sono corpi di uomini o donne e la sua tecnica è tutta manuale:
graffiando il colore precedentemente steso uniformemente su vetro o
su plexiglass arriva a risultati che si avvicinano alla maniera nera
della grafica. Il tema del viaggio come momento di conoscenza di se
stessi e dell’altro è sviluppato da Zhou Zhi Wei e Abdallah
Khaled, il primo con ritratti di genti asiatiche che ha incontrato nel
suo cammino, come nel tenero e toccante disegno di una giovane mamma
della Mongolia con in braccio il suo bambino.
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