Arte Pardes

Adamà cantica per la terra 2011

Eventi Adamà cantica per la terra

Eventi Adamà cantica per la terra

Domenica 23 ottobre, in occasione dell’Anno Internazionale delle Foreste Giornata dedicata agli Alberi con Anna Cassarino e Miljenka Šepic.
ore 15.00 visita guidata alla mostra Adamà. Cantica per la terra.
ore 16 Alberi della civiltà. Prontuario degli alberi che difenderanno il nostro futuro” di Anna Cassarino presentazione libro, performance e progetto culturale A scuola dagli alberi.

Alberi della civiltà è il primo dei tre libri che l’artista-scrittrice Anna Cassarino ha pubblicato in un anno, per far conoscere in forma narrativa le stupefacenti qualità degli alberi ed il loro rapporto con gli animali, gli uomini, i fenomeni naturali. “Possono vivere oltre duemila anni e viaggiare senza spostarsi – scrive l’artista – trasformare l’aria in cibo e neutralizzare i veleni, attirare le piogge ed incanalarne le scorte, trattenere le montagne e rallentare il vento: gli alberi sono veri, grandi maghi”. Con narrazioni di pochi minuti, Anna Cassarino presenta alberi che hanno solo due foglie e si dissetano con la nebbia, che segnalano le previsioni del tempo o alla cui ombra ci si può bruciare. Fa conoscere alberi del pane, del latte, del burro e delle ciotole. Ma soprattutto rivela le lungimiranti strategie che hanno portato questi straordinari esseri viventi a rendere possibile la vita a tutti gli altri. E’ prendendo dimestichezza con loro, che potremo aiutarli nell’indispensabile compito che svolgono.
ore 18.30 Quercia ad Opatija (Croazia), presentazione progetto di Miljenka Šepic.
Si tratta di un lavoro di sensibilizzazione che l’artista croata Miljenka Šepic ha realizzato sulle Querce in Croazia che arrivano fino al mare. In particolare ha voluto rendere consapevole la gente del luogo dell’importanza degli alberi che via via stavano scomparendo sotto l’incalzare della cementificazione del litorale croato ed in particolare del lungomare di Opatija, e festeggiare così anche il centenario del Lungomare Francesco Giuseppe I. Il progetto è stato presentato a fine luglio ad Opatija, corredato da un opuscolo scritto da Miljenka Šepic in collaborazione con Ferruccio Ritossa, scienziato-scultore emiliano di orgini istriane, e del biologo Marko Randic, dove si è visto finalmente la gente partecipe e pronta a difendere i loro alberi. A Mirano Miljenka Šepic mostrerà le immagini delle querce croate e porterà la piccola pubblicazione realizzata per l’occasione con alcune sue opere a tema.

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Comunicato stampa Giornata dedicata agli alberi

 

Martedì 20 settembre ore 18.30 Luci ed onde: letture da Virginia Woolf. Voci di Marilè Angelini, Renata Cibin, Monica Niero, Anna Volpato, Claire Jiulia Wilson.
I brani sono tratti da: Mrs Dalloway, Al Faro, Le tre ghinee, Orlando, Le onde. La lettura scenica é stata costruita come conclusione di un seminario di studio sulla scrittrice, organizzato dall’Associazione  Leggidonna di Mirano nella primavera del 2011.
Le lettrici fanno parte dell’Associazione culturale-teatrale Compagnia delle Smirne di Mirano (nome che deriva dal primo allestimento: L’impresario delle Smirne di Goldoni), attiva nel territorio dal 2008 ed è composta per lo più da insegnanti che credono del valore educativo del teatro.

Mercoledì 21 settembre ore 18.30 Il VI° Giorno della Nona Onda. Un cammino in meditazione con Paola Bianco (su prenotazione).
A conclusione degli appuntamenti dedicati alla meditazione su armonia, conflitto e creatività, si effettuerà nel giardino di PaRDeS una meditazione durante il periodo della Nona Onda (5-22 settembre), in un momento in cui è quanto mai importante essere più aperti e creativi, in quanto si stanno ponendo le basi per un modo nuovo di interagire con se stessi, con gli altri e con l’ambiente che ci ospita ed accoglie. Il VI° Giorno della Nona Onda vedrà un’ulteriore accelerazione del processo di ‘Unità’ per cui sarà importante proiettare attraverso il proprio cuore immagini di un prossimo futuro di pace, educazione, tecnologia della natura, campo unificato di ‘Coscienza’, prosperità per le persone pure e riflessione costruttiva per quelle in crisi, poiché identificate con le strutture gerarchiche che stanno crollando. Mentre la globalizzazione retrocede, nuove opportunità si svelano per l’intera umanità.

Sabato 24 settembre ore 21 Inebriarsi di nebbia e pioggia e baci mai dati. InfanToo Live @ Pardes – un percorso onirico tra musica e parole alla ricerca dell’Essenza. Performace  – Musiche: Gigi Masin. Reading: Mirco Salvadori. Installazione videoartistica: Luis Felipe Cunha.
InfanToo nasce quale progetto artistico che unisce la poesia sonora di Gigi Masin e le liriche visionarie di Mirco Salvadori, due’ infanti veneziani’cresciuti con una missione comune, quella di prolungare l’attimo di attesa che permette alla realtà di cedere il passo alla visione. Una visione cresciuta nella Venezia dal profondo passato e dall’incerto presente, senza mura ma con una porta sempre aperta verso l’Oriente, verso l’ignoto affascinante ‘oltre’. Tentare di ‘sentire’ il pulsare silenzioso dell’emozione attraverso l’uso di mezzi sensibili ed antichi come il suono, la parola e l’immagine. Entrare da subito in contatto diretto con il nucleo emotivo e cercare di trasportarlo in una realtà solitamente lontana e distratta come quella nella quale viviamo. Così InfanToo come un seme, conservato con cura ed amore, da piantare ora, dopo un lungo e attento percorso nella vita. Piantarlo per lasciare che germogli tra le nuvole e l’acqua del mare fino a divenire un arbusto dalle salde radici e dai molteplici rami sui quali costruire un rifugio, una sorta di buen retiro devoto alla sottile, caparbia e dolce percezione dell’Emozione.

comunicato stampa InfanToo a PaRDeS

Martedì 24 maggio alle ore 21:00

incontro dibattito con i cittadini e gli studenti su Le energie rinnovabili, il nucleare ed il declino del petrolio. La relazione sarà presentata da Mirco Rossi che, con l’occasione illustrerà la sua recente pubblicazione Energia e futuro. Le opportunità del declino (Emi – Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 2009). Mirco Rossi veneziano, membro dell’Aspo (Associazione per lo studio del Picco del Petrolio), ha fatto studi di Economia e Politica Economica. Coordinatore dell’azione divulgativa che l’Enel offriva al sistema scolastico del Triveneto, da quasi un decennio svolge un’assidua e intensa attività educativa coi ragazzi sui temi dell’energia, in particolare nelle scuole
secondarie e di secondo grado.

I combustibili fossili e l’uranio sono presenti in quantità finita sulla terra. Le riserve, pur ancora abbondanti e in parte sconosciute, si stanno assottigliando a causa del continuo prelievo. Le fonti rinnovabili sono praticamente inesauribili ma è improbabile che possano eguagliare le capacità prestazionali offerte dai combustibili fossili e dall’uranio e mantenere il consumo a livelli paragonabili a quelli attuali considerando che, oltre ciò che percepiamo tramite le bollette, qualsiasi oggetto artificiale è la definitiva “tomba” di una certa quantità (a volte molto grande) di petrolio, carbone, gas o elettricità. Si evidenzia quindi l’estrema criticità delle disponibilità di energia primaria non rinnovabile. Per noi, per i nostri figli e per le generazioni future. Se le fonti di energia che conosciamo e usiamo fossero talmente abbondanti da poter essere prelevate in quantità e per tempi indefiniti, potremmo limitarci a controllare le conseguenze del loro impiego sull’ambiente. La realtà è così diversa e grave che non possiamo immaginare sia irrilevante la quantità di energia prelevata e consumata in via definitiva. La sfida vera che l’uomo ha di fronte non si ferma quindi alla “compatibilità ambientale” ma si colloca al livello più alto della “compatibilità energetica”. Ridurre l’estrazione e l’impiego dei combustibili fossili, sviluppare quanto più possibile tutte le fonti energetiche rinnovabili e procedere alla graduale ma decisa riduzione del consumo di energia, iniziando forse la più difficile delle transizioni verso il superamento della civiltà dei consumi.

Sabato 21 maggio alle ore 18
presentazione del libro I sassi in perle di Maria Zaffira Secchi.

Prima dell’incontro visita guidata alla mostra Adamà. Cantica per la terra con inizio alle ore 16.30. S’informa che le visite sono gratuite, ma su prenotazione.

A seguire presentazione del libro, alla presenza dell’autrice.

Un libro come un viaggio, condotto con eccellente equilibrio emozionale, toccando le sponde del ricordo e del sogno, fino alle pendici del dubbio e della speranza. È il debutto letterario della scrittrice veneta giornalista pubblicista impegnata in formazione e comunicazione. La presentazione dell’opera “I sassi in perle” in occasione della mostra Adamà. Cantica per la terra è un regalo per i lettori dell’interiore. Come una collana di sassi in perle, cruda e dolcissima insieme.
Quasi un diario di confidenze sul banco della quotidianità che appartiene a tutti. Dall’intermittenza di una figura materna che appare e scompare, misurando il diametro dell’esperienza del crescere, lo scorrere lento di una pellicola. Un riverbero di ricordi e di emozioni insieme, che si mischiano e si appropriano dello sfondo originale del paesaggio
straordinariamente parlante, dove la maestosità della natura non smette di dare le giuste dimensioni ad ogni cosa. Fino ad aver voglia di sentirsi “pianta o sasso”, parte integrante di una terra “che fa scordare il mare!” per riconoscere la meta, proprio nel cammino, soffermando l’obiettivo sul “durante”, sull’impegno a salire che altro non è che la più concreta esperienza del vivere. Agire nella consapevolezza del kairòs, di quella grazia del momento opportuno. “Un’opera nuova per il suo genere preziosamente interiore, ma accessibile a tutti. Per questo carica di spunti e motivi di riflessione, necessari e obbligati per ognuno.”

Domenica 15 maggio ore 17
performances di Loredana Galante La pausa del cuore e Vasudevaya, canti indiani e non solo, di Yogacharini Sangeeta (Laura Biagi).

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Vasudevaya. In sanscrito Vasudeva è uno dei nomi del Dio Vishnu. Vishnu fa parte della trinità Brahma/Vishnu/Shiva, l’energia divina che crea, mantiene e trasforma. Vishnu, il Dio Blu, è venerato come la manifestazione della forza che sostiene l’Universo (vasu), che la protegge e la stabilizza. I suoi dieci avatar includono il Re Rama e il Dio Krishna.

La Terra e l’Uomo fanno parte di una cosmologia nel quale tutto è vibrazione e della quale sono una infinitesima parte. Quando il Dio Vishnu si svela all’Uomo nella sua Verità Cosmica, l’Uomo trema dalla meraviglia, così come trema il guerriero Arjuna davanti a Krishna nei canti della Bhagavad Gita. La bellezza dell’Universo si irradia e manifesta sulla Terra che viene venerata nella sua essenza divina. Nel Sud dell’India si sono sviluppati attraverso i secoli una forma di danza, Bharatnatyam, e musica devozionale, la musica carnatica, volte a sublimare le emozioni umane per trasformarle in gesti e suoni di preghiera in un atteggiamento di amorevole contemplazione della manifestazione di Dio in ogni essere. Yogacharini Sangeeta presenta una coreografia, un mantra e due canti in lingua tamil e sanscrito, come offerta e preghiera per il Dio Vishnu.

Introduzione ed alcune spiegazioni sui mudra (gesti) e traduzione dei testo. Mantra: GAYATRI MANTRA / LOKHA SAMASTHA, tradizionale. Musica: KAKAI CHIRAGINILE, di Subbramanya Bharati; JAYA JAYA, di Purandara Das

Yogacharini Sangeeta concentra le sue conoscenze in un metodo di studio che unisce la pratica dello yoga con la pratica del suono e del movimento, al fine di migliorare le qualità dell’essere. Nasce e cresce a Siena. Studia musica, danza, e ottiene una Laurea in Lingue e Letterature Straniere (cum laude) presso l’Università degli Studi di Siena con una tesi sul rapporto tra musica, danza e ‘performance art’ nelle opere di Meredith Monk. Vive a Parigi e poi New York dove risiede per dieci anni ottenendo un Master of Arts e poi un Dottorato (Ph.D.) presso il Dipartimento di Performance Studies alla Tisch School of the Arts della New York University (NYC), sotto la guida del Professore Richard Schechner. Con la tesi di ricerca approfondisce lo studio del rapporto tra suono e movimento, focalizzando sul concetto di arte-terapia nel tarantismo salentino. Studia con personalità di rilievo nell’ambito delle arti classiche, moderne e delle tradizioni popolari, tra le quali Meredith Monk, Pauline Oliveros, Ione, Augusto Boal, Denise Stoklos, The Living Theatre, Mestre Joao Grande, Robert Osborne, Luigi Chiriatti e Giovanna Marini.

Lavora come Docente di Tradizioni Popolari presso il Dipartimento di Musica della New York University a Firenze (2007-2008) e il Dipartimento di Italiano del Vassar College a New York (2008-2009 and 2011-2012). A Firenze studia Astrologia con il Professore Cesare Bartalesi.

Tra l’autunno del 2009 e la primavera del 2011 vive e studia presso il Centro Internazionale di Educazione e Ricerca sull Yoga (ICYER/Ananda Ashram), Pondicherry, India. Studia vari aspetti dell’ashtanga yoga, sanscrito, musica carnatica e danza Bharatanatyam nella tradizione (paramaparai) di Yogamaharishi Dr. Swami Gitananda Giri Guru Maharaj. Riceve gli insegnamenti principali da Yogacharini Smt Meenakshi Devi Bhavanani, Yogacharya Dr. Ananda Balayogi Bhavanani, Yogacharini Smt Devasena Bhavanani e nell’ambito della musica carnatica, da Smt Jyothirmay. Consegue il Diploma di Insegnante di Yoga e il titolo Yogacharini e Senior Yoga Teacher al compimento di 18 mesi di permanenza, studio e insegnamento presso l’ICYER.

Durante l’anno accademico 2011-2012 Sangeeta tornerà ad insegnare tradizioni popolari italiane e yoga presso il Vassar College di New York.

Incontro con l’artista giapponese Yumiko Sakata e Roberto Franzin

Chernobyl, Fukushima e poi…? Mercoledì 6 luglio alle ore 18.30


Incontro con l’artista giapponese Yumiko Sakata e Roberto Franzina, vice-presidente dell’associazione “Il Ponte-Mict” sulle conseguenze dei disastri nucleari in Europa ed in Estremo Oriente.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra,
Prima del’incontro sarà effettuata una visita guidata gratuita alla mostra alle ore 17.

Chernobyl, Fukushima e poi…?

A 25 anni dall’incidente nucleare di Chernobyl, il Giappone, ma anche il resto del mondo, ha rivissuto drammatici momenti di paura per la catastrofe di Fukushima a seguito del terribile terremoto e del conseguente Tsunami che hanno colpito il paese del “sol levante”.
Riflessioni, considerazioni, emozioni e sentimenti raccontati da Yumiko Sakata e da Franzina Roberto.

Yumiko Sakata (1946, Narashino-Chiba, Giappone). Dal 1962 al 1965 è membro del gruppo di belle arti del Liceo femminile di Chiba. Nel 1978 studia pittura e lingua italiana a Roma e dal 1995 si trasferisce definitivamente in Italia e diventa allieva di Vico Calabrò per approfondire l’arte dell’affresco.

Franzina Roberto (1969, Vicenza). Professore di Matematica e Fisica presso il Liceo Scientifico Tron di Schio (VI). Dal 1998 è vice presidente dell’associazione umanitaria e culturale “Il Ponte-Mict” Onlus che si occupa dei “soggiorni di risanamento” di bambini ucraini in Italia.

Immagine dall’installazione ambientale di Mauro Sambo, Senza titolo, 2011, n° 3 lastre di piombo ritagliate, erba, cm. 50×50 cu.
L’artista ci mette di fronte senza mezzi termini ai tre disastri ambientali di cui siamo venuti a conoscenza attraverso i numeri delle vittime di Hiroshima (129558) e Chernobyl (34499 riferita agli addetti ai lavori), mentre per Fukushima c’è solo la scritta. In quest’ultima lastra lascia i punti di sospensione per dire che per ora non ne conosciamo la cifra e forse non la sapremo mai di preciso, poiché i “numeri ufficiali” non sono mai purtroppo quelli effettivi, in quanto disastri del genere continuano la loro azione distruttrice anche dopo molto tempo (come ha evidenziato anche Mirco Rossi durante l’incontro su Nucleare, energie rinnovabili e declino del petrolio, tenuto a PaRDeS lo scorso 24 maggio).
Nell’opera di Sambo vi è comunque un segno di speranza: la natura continua il suo corso e l’erba trova ugualmente la strada per cresce ed innalzarsi oltre le fredde lastre e tra le scritte perentorie.

Incontro 6 luglio Chernobyl Fukushima e poi

 

incontro con Nadav Crivelli

Venerdì I° luglio alle ore 18.30 incontro con Nadav Crivelli su Adamà Adam Edamè. Terra-Adamo, “sarò simile”: tre tappe dello stesso cammino. Presenta Tobia Ravà.

dibattito le opportuntià del declino

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Prima del’incontro sarà effettuata una visita guidata alla mostra alle ore 17.

Il primo essere umano fu modellato con la terra, si legge nella Bibbia. Dunque gli esseri umani e la terra sono fatti della stessa sostanza, come attestano le rispettive parole ebraiche: adam “essere umano” e adamà “terra”. In questa terra Dio soffiò l’alito di vita e creò Adamo. In Bereshit (Genesi) all’umanità viene affidato da Dio il compito di custodire il giardino. Ma Bereshit presenta due storie diverse relative alla Creazione. Nella prima, l’umanità ne è il punto più alto. Giorno dopo giorno il mondo viene preparato all’arrivo del primo essere umano. Il compito di Adamo è “dominare” sulla terra e su tutte le sue creature. Nella seconda versione l’umanità è il fondamento della Creazione. Adamo è fatto direttamente di adamà: le piante dipendono da lui perché le coltivi. Compito di Adamo è “coltivare e custodire” il giardino.

Generalmente si fa risalire Adam (essere umano) da Adamà (terra) e questa da Adom (rosso). La mistica ebraica tuttavia afferma che la vera origine del termine Adam è in un verso di Isaia (14, 14): “edamè le elion” “sarò simile all’altissimo”. Adam quindi è la promessa “edamè”, “sarò simile”, la promessa di evolvere in una creatura sempre più ad immagine e somiglianza del Divino.
Nel corso della conferenza, vedremo come i germi e i semi di questa capacità di verticalizzazione di Adam siano già in Adamà, nella Terra, nella sua bellezza, nella sua armonia, nel suo canto. La potenzialità del divenire simile a Dio è già nella capacità della terra di cantare.

Nadav Crivelli dai primi anni ‘80 si dedica allo studio della Cabalà studiando con noti maestri, fra i quali Rav. Yitzach Ginzburg, Rav Ghedalia Fleer, Rav. Mordechai Shenberger, ma soprattutto con Rav Shlomo Carlebach, che considera suo vero e maestro di vita oltre che un caro amico. Nadav Crivelli ha elaborato
un’originale sintesi di sapienza cabalistica che presenta spunti di connessione con la scienza (in particolare la fisica quantistica), la psicologia, l’arte, e in genere le scienze umanistiche, veicola i concetti in molteplici formule, secondo le circostanze adatta ai più esigenti specialisti della materia, anche per un vasto pubblico. E’ autore di numerose pubblicazioni, tra cui Lo Zodiaco Interiore (ed. Pegaso); Anche un Granchio può diventare un Principe (ed. Piemme), Commentario Cabalistico al Cantico dei Cantici (ed. Bastogi), Maschio
e Femmina li creò (ed. Elysium), I Numeri del Segreto (ed. Elysium), Introduzione alla Cabalà (ed. Psiche 2), La Via Regale (ed. Psiche 2) e La Via dell’Amore (ed. Psiche 2). www.nadavcrivelli.com

incontro con Tiziano Possamai

Sabato 25 giugno 2011 ore 18.30 presso
PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea
Filosofia ed ecologia. Gregory Bateson, il “filosofo” dell’ecologia della mente, incontro con Tiziano Possamai. Presenta Annamaria Corradini. L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Prima dell’incontro alle ore 16 meditazione in giardino tra le opere con Paola Bianco: La ricchezza che è già in noi e che si espande da noi stessi. Il grande albero.

L’opera di Gregory Bateson è ricca di numerosi spunti di riflessione. Pensatore tra i più originali del Novecento condusse ricerche in molti campi del sapere a partire da un centro unificatore costituito dal suo interesse per la comunicazione.
La sua notorietà è legata innanzitutto alla teoria del “doppio vincolo”, un’ipotesi esplicativa della schizofrenia che trovò importanti applicazioni in campo psicoterapeutico rivoluzionando l’approccio alla malattia mentale.
Bateson tuttavia è noto anche per essere stato uno dei pionieri del pensiero ecologico. Le sue ricerche sui contesti della comunicazione infatti lo condurranno, verso la fine dei suoi anni, a elaborare un’idea del tutto originale del concetto di mente. Un’idea che travalica le modalità tradizionali di concepire i rapporti tra uomo e ambiente e che non smette di rivelarsi utile per far fronte alla crisi in cui oggi si trovano quei rapporti.

Tiziano Possamai, laurea e dottorato di ricerca in filosofia all’Università di Trieste, dove collabora alle cattedre di filosofia contemporanea e teoretica, ha dedicato all’opera di Gregory Bateson il volume Dove il pensiero esita. Gregory Bateson e il doppio vincolo (Ombre corte, Verona 2009).

Annamaria Corradini laureata in filosofia, si occupa di consulenza filosofica.

L’oggetto del dialogo filosofico, in azienda, riguarda la comprensione e la messa in discussione delle diverse visioni del mondo, ma anche l’analisi dei conflitti che causano manifestazioni di stress lavoro correlato. La ricerca delle possibili soluzioni avviene attraverso riferimenti costanti alla “vita vissuta” nel quotidiano lavorativo. Il consulente filosofico si rivolge, in particolare, a tutti i livelli aziendali, con l’obiettivo di favorire una maggiore comunicazione, trasversale e condivisa.

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca D’Arte Contemporanea,
Concerto d’Arte Contemporanea – Associazione Culturale
Via Miranese 42 – 30035 Mirano (VE)
TEL / FAX +39 0415728366
cell. 3491240891
mltrevisan@libero.it

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Finissage mostra Adamà. Cantica per la terra

Adamà. Cantica per la terra
20 settembre – 20 novembre 2011
A cura di Maria Luisa Trevisan

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Visite e meditazioni su prenotazione da mercoledì a domenica dalle 15 alle 19 tel. +39 0415728366 cell. 3491240891 cartec@alice.it

Domenica 20 novembre 2011
Finissage mostra Adamà. Cantica per la terra

Ore 15 visite guidate
Ore 17 Concerto per pianoforte di Ilary Barnes
A seguire proiezione di Terra Madre, film documentario di Ermanno Olmi (2009, 78) e brindisi di chiusura.

Ilary Barnes si esibirà al pianoforte iniziando con brani Crying Heart, Always e Marriage Suite di Aiziza Mustafa’Zadeh, compositrice dell’Azerbaijan, nei quali unisce lo stile classico a sonorità mediorientali contaminate dall’Etno-Jazz colto di origine Coreiana e McLaughiana. Proseguirà con i ‘preludi’ di Sergej Rachmaninoff (Preludio op.32 n.12, Preludio op.32 n.11, Preludio op.23 n.6, Preludio op.23 n.7, Preludio op.32 n.8), per il quale il pianoforte ha un posto di rilievo. Egli ha utilizzato le proprie capacità come interprete per esplorare appieno le possibilità espressive dello strumento.
Ed infine terminerà con le sue originali composizioni: Lonlyness, Guardando S. Marco, Goodbye, Illusione.

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Terra Madre poetico film documentario di Ermanno Olmi, un grande maestro del cinema italiano.

“Rispetto dell’ambiente e dignità del cibo, per un futuro di pace e di armonia con la natura: solo la sensibilità di Ermanno Olmi poteva interpretare questa cosa straordinaria che è la Terra Madre”. Carlo Petrini

Torino 2006. Incontro mondiale tra le comunità del cibo. Qualcuno era arrivato con i suoi fagioli nel sacchetto, qualcun altro con il riso e l’orzo. Semi cresciuti in India, in Cina, in Messico. Scuri, chiari, levigati, rugosi come le mani e i volti di chi li aveva piantati, innaffiati, raccolti con gesti e tecniche di tradizione millenaria.

Contro le degenerazioni messe in atto dalle multinazionali del cibo, contro i prepotenti, marcia il grande popolo di Terra Madre. Una moltitudine di volti diversi, ma affini per nobile semplicità, convinti che si possa consumare diversamente e convivere in pace con la nostra madre Terra. Volti che vengono da lontano, ma uguali a quelli delle nostre campagne, della nostra infanzia. Un giro attorno al mondo alla ricerca di quel che resta della biodiversità, nell’agricoltura e negli allevamenti, dalla Cordigliera delle Ande fino all’India.

Terra Madre diventa il progetto di una vita capace di rispettare l’unico mondo che abbiamo. Prima che sia troppo tardi.

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concerto di Claudio Ronco

Domenica 30 ottobre 2011

ore 15.30 visita guidata alla mostra Adamà. Cantica per la terra.

ore 17 “Dalla voce dell’albero – Viva fui in Sylvis, sed muta; mortua dulce cano”. Improvvisazioni musicali di Claudio Ronco ed Emanuela Vozza con violoncelli intorno ai Racconti, apologhi e lettere d’amore alla musica (Luca Sossella Editore 2011). Presentazione del libro di Claudio Ronco.

Durante il pomeriggio sarà possibile incontrare l’artista messicano Leopoldo Cuspinera Madrigal che presenta in barchessina Paesaggi: visioni aumentate, alcuni suoi lavori pittorici dedicati agli alberi, presenza naturale e spirituale.

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chiusura estiva mostra Adamà

Domenica 17 luglio alle ore 18.30
brindisi di saluto per pausa estiva ed arrivederci a settembre con musica e video ed altri incontri a PaRDeS – Laboratorio di Ricerca D’Arte Contemporanea, Concerto d’Arte Contemporanea – Associazione Culturale, Via Miranese 42 – 30035 Mirano (VE).

Nel parco si potranno ascoltare le composizioni musicali di Sevn, Nature of Violence. Violence of Nature, e alle ore 19, per chi non ha ancora visto i video collegati alla mostra vi sarà una proiezione speciale in barchessina di “UNITI …PERDIO!”, 2011, di Sirio Luginbühl e Francesco Mazzucato, cortometraggio (Italia, colore, sonoro, 26’) realizzato in occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia. Una storia semiseria del Risorgimento a Padova e nel Veneto molto vera e … un po’ inventata. Viedeofilm commento musicale di Davide Ferrario. Voci narranti: Greta Bisandola e Andrea Boscolo e con Luisa Baldi e Nicoletta Salata nella lettura delle missive a Garibaldi. I disegni, stampe popolari, sono di Sirio Luginbühl e i testi liberamente tratti da “Obbedisco” di Flavia Randi e Francesca Marangoni. Prodotto a Padova da CINEMA & VIDEO INDIPENDENTE, marzo 2011.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, 15 maggio – 17 luglio e 20 settembre – 20 novembre 2011, a cura di Maria Luisa Trevisan. Prima del brindisi, alle ore 17, sarà effettuata una visita guidata gratuita alla mostra “Adamà Cantica per la terra”, a cura di Maria Luisa Trevisan.

Immagine dell’installazione di Santorossi, Fiori + Fiori, 2007

Immagine dell’installazione di Santorossi, Fiori + Fiori, 2007, metallo rivestito di “pelle di struzzo”, 160 x 65 ca. cu.

Nature of Violence-Violence of Nature di Sevn, 2011, 45’26”

« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma» (Antoine-Laurent de Lavoisier, prima versione della legge di conservazione della massa). Il 2012 in arrivo, le profezie dei Maya e le prima paure per ciò di cui eravamo stati avvisati anzitempo. Noi imperterriti ci allontaniamo da Dio, credendo di poterlo avvicinare con ogni arte che possa renderci più simili a Lui. La natura dimenticata vuole riappropriarsi di ciò che le è stato tolto per la ricostruzione del paradiso terrestre prima del precipizio in un annientamento inevitabile. Distruzione dunque o ripristino dell’equilibrio con un ritorno alle origini che può avvenire solo per mezzo dell’azzeramento totale?

L’opera inizia allo stesso modo in cui finisce, per ripartire da uno stesso principio e ripercorrere all’infinito un ciclo che alterna la natura della violenza e la violenza conseguente della natura.

Quindi il potere della creazione, nella natura come nell’arte, deve sapersi e saper rigenerare; solo apparentemente autodistruggendosi sotto i nostri occhi, l’arte ci porta alla scoperta di nuovi mondi. Le catastrofi che ormai pervadono la nostra vita quotidiana ci porteranno alla riscoperta del paradiso perduto nel poco che ne è rimasto, imparando a coltivarlo e a tenerlo in vita.

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MINUTAGGIO E BREVI DESCRIZIONI:
00:00 Time: il tempo come costante dell’evoluzione. Tutto ha un principio ed una fine.
00:33 Chaos: la creazione dal chaos.
00:52 Kirlian Photography: l’uomo cerca di studiare e dominare la natura.
00:59 Kingdom Come Perception: percezione di qualcosa che trascende l’uomo.
02:30 Human Interference: l’uomo che interferisce con la natura.
03:04 Nature Suffocation: la natura soffoca a causa dell’ intervento dell’uomo.
03:39 Fuga Centripeta:tutti vanno alla ricerca di un proprio centro per salvarsi.
04:24 Crystal Rain: piccole oasi superstiti di natura incolume.
05:32 Resolution: la sola risolutezza potrà salvare l’uomo.
06:23 Venice Ghost: una città fantasma sommersa dell’acqua.
07:42 Turn Around: i cicli dell’evoluzione dell’uomo che si ripetono seppure in forme diverse.
09:43 Whirl: violenza della natura in un vortice.
09:58 Jungle Party: il mondo diventa una giungla.
10:34 Magma: la terra che si muove e dà segnali all’uomo.
11:11 Ozono: la ferita del mondo.
12:54 Pollution: inquinamento e traffico allargano la piaga.
14:07 Effetto Serra: aumentano le temperature.
14:51 Petrol Ocean: un oceano di petrolio.
18:25 Overload. il sistema va in sovraccarico.
19:17 Nuclear Fusion: inizia la fusione nucleare.
23:30 Radioactivity: parte la radioattività.
24:43 Contamination: la contaminazione globale.
28:03 Resettlement: il mondo cerca il riassestamento. 39:58 Be Safe: mettetevi in salvo per affrontare il round finale. Conclusione o nuovo inizio?
Total Time 45:26

incontro con Ferdinando Camon

Mercoledì 29 giugno 2011 alle ore 18.30 incontro con lo scrittore Ferdinando Camon in occasione dell’uscita del suo ultimo libro La mia stirpe (Garzanti, 2011).
Presentazione di Giancarlo Boccotti.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Prima dell’incontro sarà effettuata una visita guidata alla mostra alle ore 17.

Con quest’ultimo libro Ferdinando Camon ritorna ai suoi temi più cari.
La mia stirpe è il racconto dell’immortalità attraverso la specie: il protagonista sente che, quando non ci sarà più, la nipotina che ora tiene in braccio lo farà rinascere, ma sente anche di essere stato presente, prima di nascere, nell’amore tra il ragazzo e la ragazza che saranno i suoi genitori.

È l’amore del primo Novecento, quando la ragazza temeva di restare incinta per il bacio di un uomo.
Ereditando le vite dei padri, il figlio eredita il dovere di realizzarne le missioni incompiute: vendicarsi per quel che han patito nella prima e nella seconda guerra, qui rievocate per squarci fulminei e potenti, e arrivare a un contatto con la più alta istituzione della Terra, custode e garante della verità in cui credono.

È la loro «gita al faro», l’impresa che dà un senso all’esistenza. Il padre e suo padre non ci sono riusciti. Ora tocca al figlio.

L’incontro col successore di chi ha portato la verità sulla Terra avviene davanti al Giudizio Universale di Michelangelo e trova le parole umili e commosse delle grandi narrazioni mistiche.

«Lavorare in campagna. Lavorare la terra è un lavoro sano, ed è scritto nel Vangelo. Se uno ha un campo, può segnarlo con un puntino sul mappamondo.

Ma se uno ha una cattedra all’università, cosa segna? Una guerra distrugge le città, ma non distrugge la terra. Non sei pentito di quel che fanno i tuoi figli?», «Sono contento, perché fanno quel che vogliono», «Non ti riconosco più! Non sei mio figlio! Non voglio avere un figlio così!».

In quel disconoscimento sentivo una condanna biblica, come se mi mandasse ramingo sulla Terra.

Ferdinando Camon è nato in provincia di Padova. In una dozzina di romanzi (tutti pubblicati con Garzanti) ha raccontato la morte della civiltà contadina (Il quinto stato, La vita eterna, Un altare per la madre – Premio Strega 1978), il terrorismo (Occidente, Storia di Sirio), la psicoanalisi (La malattia chiamata uomo, La donna dei fili), e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (La Terra è di tutti). È tradotto in 22 paesi. Il suo ultimo romanzo è La cavallina, la ragazza e il diavolo (2004). Altri libri di Camon Ferdinando: Dal silenzio delle campagne, Il Super-Baby, Mai visti sole e luna, Il canto delle balene, Tenebre su tenebre, Figli perduti. Il suo sito è www.ferdinandocamon.it

presentazione libro “PIAVE, cronache di un fiume sacro”

Nell’ambito di Adamà. Cantica per la terra
venerdì 10 giugno alle ore 21 presso
PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea
presentazione libro “PIAVE, cronache di un fiume sacro”, Il Saggiatore 2010 di Alessandro Marzo Magno.

Una incredibile valanga di informazioni tra storia, geografia e economia, ma anche politica e sociologia, tutte riguardanti il fiume più sfruttato d’Italia. Non solo un fiume in guerra come ci ricorda la storia patria, ma un fiume che combatte ogni giorno la sua guerra tra tragedie e storie quasi comiche, tra prelievi idrici, cave, insabbiamenti e abusi edilizi.

Il Piave è il fiume dei paradossi: non esiste quasi più, in compenso ha due sorgenti e due foci. Il fatto che sia sacro alla patria, non ha impedito che sia anche il fiume più sfruttato d’Europa: il 90 per cento delle sue acque viene prelevato per produrre energia elettrica e per irrigare i campi.
Così in tutto il suo medio corso è ridotto un torrentello che del fiume impetuoso capace di fermare un esercito non ha neanche il ricordo; il Piave torna a riempirsi d’acqua solo verso le foci, più o meno all’altezza di Zenson e Noventa. Foci che sono due, come si diceva: la Piave Vecchia (il Piave, come quasi tutti i fiumi veneti, era femminile ed è stato mascolinizzato dopo la prima guerra mondiale, soprattutto dalla celeberrima canzone La leggenda del Piave), ovvero la foce originale, tra Jesolo e il Cavallino (oggi vi scorre il Sile), e la foce attuale, a Cortellazzo, che fu tagliata dai veneziani nel XVII secolo per impedire che il fiume interrasse la laguna.
Anche le sorgenti sono due, o meglio: una è quella ufficiale, ovvero quella che dal Monte Peralba genera il corso d’acqua che passa per Sappada; l’altra che sgorga sempre dal Peralba, a poche centinaia di metri dalla prima, ma oltre lo spartiacque, dà origine al corso d’acqua che transita per la Val Visdende e che dagli abitanti del Comelico è ritenuto il “vero” Piave.

Il libro ripercorre i 220 chilometri del corso del fiume, dalle due sorgenti alle due foci, andando alla scoperta di luoghi e personaggi che si incontrano lungo il suo alveo. Ai capitoli di viaggio veri e propri (dove trovano curiosità e aneddoti, come per esempio la faesite, nata a Faè; il primo sex shop d’Italia, a Busche; la balia di Luchino Visconti, a Cesiomaggiore; il sindaco-pescatore di Zenson di Piave; gli ultimi pescatori con la bilancia, presso la foce), se ne alternano altri più monografici che esaminano alcune delle maggiori questioni originate dal fiume o dal suo utilizzo. L’energia elettrica e, ovviamente, il Vajont; il secolare trasporto di tronchi (330 mila ogni anno) lungo il suo corso che hanno permesso la crescita di Venezia; la Prima guerra mondiale, certamente (ma non si tratta di un libro di guerra) e i monumenti che della guerra ci testimoniano ancor oggi; il vino (lungo il fiume si producono prosecco e raboso, la doc Piave è una delle più estese d’Italia).

Si tratta di un libro godibile e leggero nel tono, ma non nel contenuto, che vuol mettere il luce tutti gli aspetti di un fiume celeberrimo, del fiume che tutti gli italiani conoscono, ma che nella storia è stato importante non solo per aver fatto da baluardo contro gli austriaci tra il 1917 e il 1918 (cosa già accaduta, tra l’altro, nel 1809, quando gli austriaci passati – ma guarda un po’ – da Caporetto, si scontrano sul Piave con i francesi di Napoleone), ma soprattutto per esser stato una specie di autostrada che per secoli ha collegato il Cadore con Venezia.

Sarà presente l’autore che verrà introdotto da Tobia Ravà.

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incontro su “Arte ed artisti del Risorgimento”

Venerdì 27 maggio ore 18
incontro su “Arte ed artisti del Risorgimento con Annamaria Sandonà docente d’arte contemporanea presso l’Università di Padova, e Sirio Luginbühl che presenta il cortometraggio “UNITI …PERDIO!”, 2011, evento organizzato nell’ambito della mostra d’arte contemporanea “Adamà Cantica per la terra”, a cura di Maria Luisa Trevisan, 5 maggio – 17 luglio e 20 settembre – 20 novembre 2011. Prima dell’incontro, alle ore 17, sarà effettuata una visita guidata gratuita alla mostra.

In occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, Sirio Luginbühl e Francesco Mazzucato hanno realizzato e diretto una storia semiseria del Risorgimento a Padova e nel Veneto molto vera e… un po’ inventata. Viedeofilm commento musicale di Davide Ferrario, Italia, colore, sonoro, 26’
Voci narranti: Greta Bisandola e Andrea Boscolo e con Luisa Baldi e Nicoletta Salata nella lettura delle missive a Garibaldi.
I disegni, stampe popolari, sono di Sirio Luginbühl e i testi liberamente tratti da “Obbedisco” di Flavia Randi e Francesca Marangoni.Prodotto a Padova da CINEMA & VIDEO INDIPENDENTE, marzo 2011.

Immagine di Tobia Ravà del grande dipinto esposto alle Corderie dell’Arsenale al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia:, dal titolo “I-tal –ya , Isola della rugiada divina 2011”. Opera eseguita dall’artista per ricordare il determinante  contributo  della Comunità Ebraica al Risorgimento Italiano.

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