Arte Pardes

Archivio mensile: maggio 2019

Inaugurazione mostra UMANO&DISUMANO

Inaugurazione della UMANO&DISUMANO mostra presso lo spazio PaRDeS a Mirano il 26 maggio 2019 dalle ore 17

la mostra sarà aperta dal 26 maggio al 10 novembre 2019 (chiuso dal 15.07 al 18.09.2019)

e poi a Venezia presso  Art Factory dal 5 giugno al 5 luglio 2019  inaugurazione 5 giugno 2019 alle 18

Fabio Bolinelli, Erika Bonato, Corrado Bonomi, Isabel Carafì, Giorgio Cavazzano, Franco Cimitan, Federico Clapis, Dambros, Michele De Marchi, Omar Galliani, Hackatao, Petia Ivanova, Laure Keyrouz, Abdallah Khaled, Marc Kostabi, Lanfranco, Philippe Leblanc, Adolfo Lugli, Ugo Nespolo, Pain Azyme, Barbara Pelizzon, Giovanni Pulze, Günter Pusch, Tobia Ravà, Elisa Rossi, Alberto Salvetti, Hana Silberstein, Roberto Stelluti, Annamaria Targher, Cesare Vignato, Paola Volpato

comunicato stampa mostra UMANO&DISUMANO

Dal 26 maggio dalle ore 17 si può visitare la mostra collettiva UMANO&DISUMANO a PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, aperta fino a Mirano al 10 novembre con pausa estiva dal 15 luglio al 18 settembre e all’Art Factory di Venezia  dal 5 giugno al 5 luglio 2019.

Sono presenti oltre 30 artisti di provenienza, cultura e generazioni diverse con opere di vario genere, che vanno dal disegno, fumetto, pittura, scultura, fotografia all’assemblaggio, video, installazioni ambientali, esposte negli spazi interni della barchessa, nel giardino e parco storico.

Il 5 giugno alle 18 s’inaugura anche la sezione veneziana della mostra presso Art Factory alle Fondamenta dell’Arzere  ma la parte più cospicua della mostra e gli incontri culturali, serate musicali, conferenze, presentazioni di libri sono in terraferma a PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, costituito dalla barchessa e parte del parco storico della villa che ai primi dell’Ottocento fu proprietà del banchiere veneziano Giorgio Daniele Heinzelmann, il quale a Mirano soggiornava insieme al figlio e alla nuora Paolina Edvige Blondel, sorella di Enrichetta, moglie di Manzoni. Ed ecco che risulta ancora più stimolante per chi sperimenta questo percorso pensare che anche questi ultimi (le Blondel, Manzoni ed anche d’Azeglio loro parente acquisito) – soggiornando qui – abbiano passeggiato per questi vialetti e magari immaginare che vi abbiano tratto ispirazione, così come gli artisti che di volta in volta si sono avvicendati in questo luogo ameno, a cui nel 2005 abbiamo dato il nome PaRDeS, ossia “frutteto” o “giardino”, dalla parola ebraica e farsi (antica lingua persiana), che dà origine al termine “paradiso”.