Arte Pardes

Concerto “Note segrete”

Domenica 5 novembre 2017 ore 18 a PaRDeS “Note segrete” con Argit Karla Butzke, soprano, ed Alessandra Semenzato, pianoforte. Musiche di Alma Schindler Mahler, Clara Wieck Schumann, Fanny Mendelssohn Hensel.

Ingesso libero solo su prenotazione (posti limitati).

comunicato stampa Concerto note segrete

Libretto lieder Note Segrete

Da sempre la donna ha avuto un ruolo di secondo ordine nell’ambito della creazione musicale, a differenza di quanto accaduto nel resto del mondo artistico, come ad esempio nella pittura, nella scultura, nella letteratura e nel teatro, dove si riscontrano casi di donne (poche per la verità in rapporto all’uomo) che hanno raggiunto una certa notorietà.

Nella musica la donna ha giocato perlopiù un ruolo da interprete, basti pensare all’immagine che ci deriva da un retaggio ottocentesco che la vuole dolce e un po’ sfocata mentre suona il pianoforte, il violino o l’arpa in un salotto con pochi intimi.

“Fino a pochi decenni fa alle donne è stata negata perfino l’istruzione in quanto, quando si avvicinavano al lavoro artistico questo doveva rimanere sempre a livello di hobby, era costretta a restare confinato nell’incertezza del dilettantismo: fare arte andava e va bene se è segno di buona educazione e di civiltà, non era e non è ammesso che all’arte si dedichi la vita né che con l’arte si possa vivere, se ne possa fare una professione, perché intraprendere il lavoro artistico professionalmente vorrebbe dire cercare l’indipendenza, quell’emancipazione, autodeterminazione e libertà che il mondo maschile nega pro domo sua. In musica, il caso più drammatico di esclusione dallo studio e dal mestiere ha riguardato l’ambito della composizione, per tradizione millenaria tesaurizzato dalla mente speculativa dell’uomo.” (Renzo Cresti, Donne in musica, in Parole di donna, Avellino luglio 2002 e febbraio 2003)

Nella ricerca effettuata da Argit Karla Butzke e Alessandra Semenzato, al contrario, emerge quanto siano state e sono le donne che possono a pieno diritto vantare il titolo di compositrici al pari dell’uomo, costrette purtroppo a rimanere nell’ombra.

In particolare si sono orientate nella scelta di tre grandi figure femminili appartenenti all’ambito mitteleuropeo: Fanny Mendelssohn-Hensel, Clara Wieck Schumann ed Alma Schindler Mahler.

Nate tutte e tre in ambienti di grande cultura ottocentesca, a volte stimolate ed incentivate, molto spesso ostacolate da padri, fratelli e mariti, a perseguire il loro talento compositivo.

Cresciute attorniate dai maggiori artisti dell’epoca si sono confrontate con l’ispirazione e le nuove idee che stavano configurando nuovi stili musicali.

Fanny, Clara e Alma hanno dovuto lottare per essere riconosciute come compositrici e spesso non hanno avuto la dovuta e meritata soddisfazione.

Infatti, per volere del padre, il quale le ricordava sempre il suo ruolo primario di madre e moglie, Fanny ha vissuto all’ombra dell’illustre fratello Felix.

Nata nel 1805 Fanny era una donna molto determinata al punto che riuscì a pubblicare autonomamente alcune delle sue opere: “ Sto iniziando a pubblicare e l’ho fatto di mia spontanea volontà e non posso incolpare nessuno della mia famiglia se rimarrò delusa. Spero di non infastidirvi tutti, poiché sono una femme libre….Se la mia pubblicazione sarà gradita e riceverò ulteriori richieste, sarò molto felice e questo rappresenterà per me un grande stimolo e ne ho sempre bisogno per creare. Se no, rimarrò allo stesso punto dove sono sempre stata.” (9 luglio 1846)

I Lieder in programma appartengono tutti alle sue prime composizioni: da subito colpisce il carattere brillante, la capacità introspettiva, la profondità non solo del sentimento ma anche dell’idea musicale che contraddistinguono Fanny. Pianisticamente essi rivelano il suo virtuosismo straordinario, sappiamo infatti che già adolescente Fanny era capace di eseguire 24 preludi di Bach a memoria.

Questi lieder si caratterizzano per una complessità armonica non indifferente che possiamo cogliere sia all’interno di ogni singolo Lied, sia nel complesso del ciclo che li raggruppa.

 

Clara Schumann (1819 – 1896) crebbe anche lei in un ambiente musicale fertile, il padre compositore e la madre pianista e cantante, si è contraddistinta fin dalla tenera età per essere una concertista destinata ad una carriera di successo, carriera per la quale il padre inizialmente ha avuto un ruolo determinate.

Impossibile parlare di Clara senza comprendere anche Robert: è nota tutta la travagliata vicenda del loro amore contrastato proprio da G.Friedrich Wieck, conclusasi con un atto del tribunale che ha dato loro la possibilità di sposarsi.

Il 1840, l’hanno del matrimonio, ha segnato una svolta non solo nelle loro vite, ma anche nella loro cospicua attività di composizione.

Nella loro casa s’incontravano, si scambiavano idee, suonavano Chopin, Liszt, Brahms sperimentando nuove possibilità compositive.

Quell’anno è stato testimone di una produzione musicale schumanniana importante; anche Clara, spinta da quel sentimento di felicità per aver coronato il suo sogno d’amore, compone alcune delle sue opere più belle.

Clara fu un’importante esponente della musica ottocentesca al pari di tutti i compositori maschili celebrati nei libri di storia. Per rendersi conto della sua genialità e preparazione musicale bisogna approfondire la conoscenza della sua notevole produzione, analizzando non solo le tematiche principali, ma anche la padronanza del contrappunto e dell’armonia. Lo stile elegante e anche frizzante si amalgama con una scelta meditata della melodia vicina alle idee musicali di altri compositori tra i quali Brahms, Kirchner e Raff. ( Adriano Bassi, Guida alle Compositrici, Odoya, 2016)

I Lieder op.13 in programma esprimono un’eleganza ed un contatto con il mondo emotivo e creativo prettamente femminile che da subito ci trasportano in una dimensione “altra”, evocatrice e trasognante.

 

Anche Alma Schindler Mahler (1879-1964) crebbe in un ambiente alquanto stimolante, il padre infatti era un importante pittore, così come il patrigno Carl Moll illustre personaggio fondatore della Secessione viennese.

Alma, assieme alla sorella prese lezioni di pianoforte e già all’età di dieci anni partecipò al concerto degli studenti a Vienna, come allieva di Zemlinsky, con il quale studiò composizione già dall’età di nove anni.

Dotata di una bellezza straordinaria, affascinò numerosi artisti dell’epoca, divenendone la musa ispiratrice.

Ebbe quattro matrimoni, una vita sentimentale passionale costellata da perdite e lutti, che contribuirono ad acuire la sua sensibilità artistica.

In particolare Alma era profondamente interessata alla composizione dei Lieder, cercando le poesie appropriate.  Come leggiamo nel libro di Catherine Sauvat, Alma Mahler. Musa del secolo: Spesso Alma è abbastanza contenta delle numerose arie che inventa e sono molto più rare le volte in cui si lamenta per la mancanza d’ispirazione. Per lei la scrittura è legata al sentimento amoroso. Già a diciannove anni esprime il desiderio di comporre un’opera lirica, perché mai una donna ha realizzato un’impresa simile. “Vorrei compiere una grande azione. Vorrei comporre un’opera lirica veramente bella. Quello che probabilmente nessuna donna ha ancora mai fatto. Sì, è quello che vorrei. In una parola vorrei essere e diventare qualcosa”.

Gustav Mahler, il suo primo marito, non gradiva l’interesse di Alma per la composizione, tentò di dissuaderla e di relegarla al ruolo di moglie e madre, non tenendo in considerazione la forza del suo spirito libero. Ciò portò inevitabilmente a delle tensioni tra i due, esacerbate dall’innamoramento di lei di Walter Gropius.

In quegli anni così tumultuosi Alma riuscì a comporre dei Lieder, anche se rimasero incompiuti o vennero distrutti da lei stessa poiché non ricevette alcuna soddisfazione nel mostrarli al marito.

Solo un totale di 17 Lieder da lei scritti ci sono arrivati. Quattordici sono stati pubblicati durante la sua vita, in tre pubblicazioni datate 1910, 1915 e 1924. I primi due volumi appaiono sotto il nome di Alma Maria Schindler-Mahler e solo l’ultimo volume è stato pubblicato come “Fünf Gesänge” di Alma Maria Mahler; la copertina del 1915 fu illustrata da Oskar Kokoschka. Tre canzoni aggiuntive sono state scoperte in un manoscritto postumo; due di essi sono stati pubblicati nel 2000, curati dal dottoressa Susan M. Filler e uno rimane tutt’oggi inedito.

I Cinque Lieder che vi proponiamo furono composti da Alma tra il 1900 ed il 1901 e pubblicati da Gustav Mahler nel 1910, pare proprio in seguito alla loro crisi matrimoniale, quasi come a voler rivalutare il lavoro svolto dalla moglie, consapevole d’aver giocato un ruolo negativo nei suoi confronti. Nel tentativo di recuperare il loro rapporto, inoltre le propose, di lavorare assieme.

In questi cinque Lieder vi ritroviamo infatti, uno stile che riesce a coniugare con eleganza i differenti mondi musicali della tradizione e dell’innovazione determinata dalla scuola di Vienna il cui padre spirituale fu Arnold Schönberg. Veniamo subito rapiti da atmosfere musicali sofisticate dell’innovazione novecentesca ammorbidite dall’uso di una vocalità calda e vellutata. ( A. Bassi, op.cit.).