Arte Pardes

Archivio mensile: agosto 2016

Incontro con l’artista giapponese Yumiko Sakata e Roberto Franzin

Chernobyl, Fukushima e poi…? Mercoledì 6 luglio alle ore 18.30


Incontro con l’artista giapponese Yumiko Sakata e Roberto Franzina, vice-presidente dell’associazione “Il Ponte-Mict” sulle conseguenze dei disastri nucleari in Europa ed in Estremo Oriente.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra,
Prima del’incontro sarà effettuata una visita guidata gratuita alla mostra alle ore 17.

Chernobyl, Fukushima e poi…?

A 25 anni dall’incidente nucleare di Chernobyl, il Giappone, ma anche il resto del mondo, ha rivissuto drammatici momenti di paura per la catastrofe di Fukushima a seguito del terribile terremoto e del conseguente Tsunami che hanno colpito il paese del “sol levante”.
Riflessioni, considerazioni, emozioni e sentimenti raccontati da Yumiko Sakata e da Franzina Roberto.

Yumiko Sakata (1946, Narashino-Chiba, Giappone). Dal 1962 al 1965 è membro del gruppo di belle arti del Liceo femminile di Chiba. Nel 1978 studia pittura e lingua italiana a Roma e dal 1995 si trasferisce definitivamente in Italia e diventa allieva di Vico Calabrò per approfondire l’arte dell’affresco.

Franzina Roberto (1969, Vicenza). Professore di Matematica e Fisica presso il Liceo Scientifico Tron di Schio (VI). Dal 1998 è vice presidente dell’associazione umanitaria e culturale “Il Ponte-Mict” Onlus che si occupa dei “soggiorni di risanamento” di bambini ucraini in Italia.

Immagine dall’installazione ambientale di Mauro Sambo, Senza titolo, 2011, n° 3 lastre di piombo ritagliate, erba, cm. 50×50 cu.
L’artista ci mette di fronte senza mezzi termini ai tre disastri ambientali di cui siamo venuti a conoscenza attraverso i numeri delle vittime di Hiroshima (129558) e Chernobyl (34499 riferita agli addetti ai lavori), mentre per Fukushima c’è solo la scritta. In quest’ultima lastra lascia i punti di sospensione per dire che per ora non ne conosciamo la cifra e forse non la sapremo mai di preciso, poiché i “numeri ufficiali” non sono mai purtroppo quelli effettivi, in quanto disastri del genere continuano la loro azione distruttrice anche dopo molto tempo (come ha evidenziato anche Mirco Rossi durante l’incontro su Nucleare, energie rinnovabili e declino del petrolio, tenuto a PaRDeS lo scorso 24 maggio).
Nell’opera di Sambo vi è comunque un segno di speranza: la natura continua il suo corso e l’erba trova ugualmente la strada per cresce ed innalzarsi oltre le fredde lastre e tra le scritte perentorie.

Incontro 6 luglio Chernobyl Fukushima e poi

 

incontro con Nadav Crivelli

Venerdì I° luglio alle ore 18.30 incontro con Nadav Crivelli su Adamà Adam Edamè. Terra-Adamo, “sarò simile”: tre tappe dello stesso cammino. Presenta Tobia Ravà.

dibattito le opportuntià del declino

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Prima del’incontro sarà effettuata una visita guidata alla mostra alle ore 17.

Il primo essere umano fu modellato con la terra, si legge nella Bibbia. Dunque gli esseri umani e la terra sono fatti della stessa sostanza, come attestano le rispettive parole ebraiche: adam “essere umano” e adamà “terra”. In questa terra Dio soffiò l’alito di vita e creò Adamo. In Bereshit (Genesi) all’umanità viene affidato da Dio il compito di custodire il giardino. Ma Bereshit presenta due storie diverse relative alla Creazione. Nella prima, l’umanità ne è il punto più alto. Giorno dopo giorno il mondo viene preparato all’arrivo del primo essere umano. Il compito di Adamo è “dominare” sulla terra e su tutte le sue creature. Nella seconda versione l’umanità è il fondamento della Creazione. Adamo è fatto direttamente di adamà: le piante dipendono da lui perché le coltivi. Compito di Adamo è “coltivare e custodire” il giardino.

Generalmente si fa risalire Adam (essere umano) da Adamà (terra) e questa da Adom (rosso). La mistica ebraica tuttavia afferma che la vera origine del termine Adam è in un verso di Isaia (14, 14): “edamè le elion” “sarò simile all’altissimo”. Adam quindi è la promessa “edamè”, “sarò simile”, la promessa di evolvere in una creatura sempre più ad immagine e somiglianza del Divino.
Nel corso della conferenza, vedremo come i germi e i semi di questa capacità di verticalizzazione di Adam siano già in Adamà, nella Terra, nella sua bellezza, nella sua armonia, nel suo canto. La potenzialità del divenire simile a Dio è già nella capacità della terra di cantare.

Nadav Crivelli dai primi anni ‘80 si dedica allo studio della Cabalà studiando con noti maestri, fra i quali Rav. Yitzach Ginzburg, Rav Ghedalia Fleer, Rav. Mordechai Shenberger, ma soprattutto con Rav Shlomo Carlebach, che considera suo vero e maestro di vita oltre che un caro amico. Nadav Crivelli ha elaborato
un’originale sintesi di sapienza cabalistica che presenta spunti di connessione con la scienza (in particolare la fisica quantistica), la psicologia, l’arte, e in genere le scienze umanistiche, veicola i concetti in molteplici formule, secondo le circostanze adatta ai più esigenti specialisti della materia, anche per un vasto pubblico. E’ autore di numerose pubblicazioni, tra cui Lo Zodiaco Interiore (ed. Pegaso); Anche un Granchio può diventare un Principe (ed. Piemme), Commentario Cabalistico al Cantico dei Cantici (ed. Bastogi), Maschio
e Femmina li creò (ed. Elysium), I Numeri del Segreto (ed. Elysium), Introduzione alla Cabalà (ed. Psiche 2), La Via Regale (ed. Psiche 2) e La Via dell’Amore (ed. Psiche 2). www.nadavcrivelli.com

incontro con Tiziano Possamai

Sabato 25 giugno 2011 ore 18.30 presso
PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea
Filosofia ed ecologia. Gregory Bateson, il “filosofo” dell’ecologia della mente, incontro con Tiziano Possamai. Presenta Annamaria Corradini. L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Adamà. Cantica per la terra, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Prima dell’incontro alle ore 16 meditazione in giardino tra le opere con Paola Bianco: La ricchezza che è già in noi e che si espande da noi stessi. Il grande albero.

L’opera di Gregory Bateson è ricca di numerosi spunti di riflessione. Pensatore tra i più originali del Novecento condusse ricerche in molti campi del sapere a partire da un centro unificatore costituito dal suo interesse per la comunicazione.
La sua notorietà è legata innanzitutto alla teoria del “doppio vincolo”, un’ipotesi esplicativa della schizofrenia che trovò importanti applicazioni in campo psicoterapeutico rivoluzionando l’approccio alla malattia mentale.
Bateson tuttavia è noto anche per essere stato uno dei pionieri del pensiero ecologico. Le sue ricerche sui contesti della comunicazione infatti lo condurranno, verso la fine dei suoi anni, a elaborare un’idea del tutto originale del concetto di mente. Un’idea che travalica le modalità tradizionali di concepire i rapporti tra uomo e ambiente e che non smette di rivelarsi utile per far fronte alla crisi in cui oggi si trovano quei rapporti.

Tiziano Possamai, laurea e dottorato di ricerca in filosofia all’Università di Trieste, dove collabora alle cattedre di filosofia contemporanea e teoretica, ha dedicato all’opera di Gregory Bateson il volume Dove il pensiero esita. Gregory Bateson e il doppio vincolo (Ombre corte, Verona 2009).

Annamaria Corradini laureata in filosofia, si occupa di consulenza filosofica.

L’oggetto del dialogo filosofico, in azienda, riguarda la comprensione e la messa in discussione delle diverse visioni del mondo, ma anche l’analisi dei conflitti che causano manifestazioni di stress lavoro correlato. La ricerca delle possibili soluzioni avviene attraverso riferimenti costanti alla “vita vissuta” nel quotidiano lavorativo. Il consulente filosofico si rivolge, in particolare, a tutti i livelli aziendali, con l’obiettivo di favorire una maggiore comunicazione, trasversale e condivisa.

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca D’Arte Contemporanea,
Concerto d’Arte Contemporanea – Associazione Culturale
Via Miranese 42 – 30035 Mirano (VE)
TEL / FAX +39 0415728366
cell. 3491240891
mltrevisan@libero.it

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Paesaggi Letterari

Paesaggi Letterari

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locandina mostra

 

La mostra Paesaggi letterari vuole ristabilire quel rapporto tra l’arte e la scrittura
che in passato è stato assai stretto e ricco di stimoli per entrambe. Da sempre
vi è stato un forte legame tra arte figurativa e letteratura, ancora molto intenso
nel Novecento, ma che attualmente sembra si sia affievolito se non interrotto,
analogamente a quanto è successo per la pittura di paesaggio, in particolare per
il rinomato paesaggio veneto e per quella tradizione avviata dai pittori veneti rinascimentali
che arriva fi no al ‘900. In passato l’artista viveva in armonia con
l’ambiente naturale che dipingeva così com’era e spesso attualizzava le storie del
passato, in particolare scene sacre, nel suo ambiente, mentre ora assistiamo ad
un allontanamento da quello che è reale, per una rappresentazione sempre più
virtuale della realtà.
L’esposizione è strettamente legata al territorio, in quanto fin dal rinascimento
il paesaggio veneto è stato un topos letterario e figurativo, inoltre si collega alla
letteratura veneta in quanto sono presenti artisti che hanno intessuto uno stretto
rapporto con scrittori veneti del ‘900 e oltre.
La mostra vuole dare una lettura trasversale del tema paesaggio, anche critica,
soprattutto in rapporto all’abuso che si attua quotidianamente nei confronti dell’ambiente.