Arte Pardes

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I numeri nell’arte

Domenica 17 dicembre alle ore 16.00 appuntamento a Mirano al PaRDeS e nello studio di Tobia Ravà, alle 16 per un incontro dal titolo ‘I numeri nell’arte’ nell’ambito della mostra “Matematiche zoomorfe”, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Oltre all’artista, l’Arch. Eugenio Mario dell’Università di Padova e il Dott. Leonidas Paterakis di Fablab, ci racconteranno come dai numeri e con i numeri si possa creare arte.
L’evento è stato organizzato da Moca, grazie ad Enrico Gobbin e Maria Grazia Palombi, è gratuito ed aperto a tutti con l’occasione ci scambieremo gli auguri di Buone Feste.

Domenica 17 dicembre h. 16.00 spazio Pardes Mirano
Si prega di confermare la propria presenza al 346 573 6853

La mostra sarà poi visitabile su appuntamento, chiamare il 0415728366

 

Maratona poetica a PaRDeS

Domenica 12 novembre 2017 ore 17 a PaRDeS – Mirano: Maratona poetica guidata da Alessandro Cabianca, con lettura di poesie di autori vari sul tema della donna, e finissage della mostra “Ritratti di donne” (con l’occasione gli artisti potranno anche ritirare le proprie opere).

comunicato stampa maratona poetica

La serata sui Lieder musicati da Fanny Mendelssohn, Clara Schumann e Alma Mahler ed interpretati da Alessandra Semenzato al pianoforte e Argit Butzke soprano è stata un’introduzione a quest’ultimo evento poetico, che riprende le fila dal riuscito esperimento dello scorso anno, dedicato quest’anno alla creatività femminile.

Alla maratona poetica partecipano Adriana Bertoncin, Alessandro Cabianca, Brunello Gentile, Virginio Gracci, Adriana Hoyos, Giovanni Da Lio, Anna Lombardo, Oliva Novello, Gianluigi Peretti, Oriella Pivato, Luisa Salvagno Neve, Alberto Schön, Giuseppina Simeoni, Laura Voghera Luzzatto, Paola Volpato, Lorenza Zuccaro.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Ritratti di donne, a cura di Maria Luisa Trevisan, aperta fino al 12 novembre con altri eventi.

Concerto “Note segrete”

Domenica 5 novembre 2017 ore 18 a PaRDeS “Note segrete” con Argit Karla Butzke, soprano, ed Alessandra Semenzato, pianoforte. Musiche di Alma Schindler Mahler, Clara Wieck Schumann, Fanny Mendelssohn Hensel.

Ingesso libero solo su prenotazione (posti limitati).

comunicato stampa Concerto note segrete

Libretto lieder Note Segrete

Da sempre la donna ha avuto un ruolo di secondo ordine nell’ambito della creazione musicale, a differenza di quanto accaduto nel resto del mondo artistico, come ad esempio nella pittura, nella scultura, nella letteratura e nel teatro, dove si riscontrano casi di donne (poche per la verità in rapporto all’uomo) che hanno raggiunto una certa notorietà.

Nella musica la donna ha giocato perlopiù un ruolo da interprete, basti pensare all’immagine che ci deriva da un retaggio ottocentesco che la vuole dolce e un po’ sfocata mentre suona il pianoforte, il violino o l’arpa in un salotto con pochi intimi.

“Fino a pochi decenni fa alle donne è stata negata perfino l’istruzione in quanto, quando si avvicinavano al lavoro artistico questo doveva rimanere sempre a livello di hobby, era costretta a restare confinato nell’incertezza del dilettantismo: fare arte andava e va bene se è segno di buona educazione e di civiltà, non era e non è ammesso che all’arte si dedichi la vita né che con l’arte si possa vivere, se ne possa fare una professione, perché intraprendere il lavoro artistico professionalmente vorrebbe dire cercare l’indipendenza, quell’emancipazione, autodeterminazione e libertà che il mondo maschile nega pro domo sua. In musica, il caso più drammatico di esclusione dallo studio e dal mestiere ha riguardato l’ambito della composizione, per tradizione millenaria tesaurizzato dalla mente speculativa dell’uomo.” (Renzo Cresti, Donne in musica, in Parole di donna, Avellino luglio 2002 e febbraio 2003)

Nella ricerca effettuata da Argit Karla Butzke e Alessandra Semenzato, al contrario, emerge quanto siano state e sono le donne che possono a pieno diritto vantare il titolo di compositrici al pari dell’uomo, costrette purtroppo a rimanere nell’ombra.

In particolare si sono orientate nella scelta di tre grandi figure femminili appartenenti all’ambito mitteleuropeo: Fanny Mendelssohn-Hensel, Clara Wieck Schumann ed Alma Schindler Mahler.

Nate tutte e tre in ambienti di grande cultura ottocentesca, a volte stimolate ed incentivate, molto spesso ostacolate da padri, fratelli e mariti, a perseguire il loro talento compositivo.

Cresciute attorniate dai maggiori artisti dell’epoca si sono confrontate con l’ispirazione e le nuove idee che stavano configurando nuovi stili musicali.

Fanny, Clara e Alma hanno dovuto lottare per essere riconosciute come compositrici e spesso non hanno avuto la dovuta e meritata soddisfazione.

Infatti, per volere del padre, il quale le ricordava sempre il suo ruolo primario di madre e moglie, Fanny ha vissuto all’ombra dell’illustre fratello Felix.

Nata nel 1805 Fanny era una donna molto determinata al punto che riuscì a pubblicare autonomamente alcune delle sue opere: “ Sto iniziando a pubblicare e l’ho fatto di mia spontanea volontà e non posso incolpare nessuno della mia famiglia se rimarrò delusa. Spero di non infastidirvi tutti, poiché sono una femme libre….Se la mia pubblicazione sarà gradita e riceverò ulteriori richieste, sarò molto felice e questo rappresenterà per me un grande stimolo e ne ho sempre bisogno per creare. Se no, rimarrò allo stesso punto dove sono sempre stata.” (9 luglio 1846)

I Lieder in programma appartengono tutti alle sue prime composizioni: da subito colpisce il carattere brillante, la capacità introspettiva, la profondità non solo del sentimento ma anche dell’idea musicale che contraddistinguono Fanny. Pianisticamente essi rivelano il suo virtuosismo straordinario, sappiamo infatti che già adolescente Fanny era capace di eseguire 24 preludi di Bach a memoria.

Questi lieder si caratterizzano per una complessità armonica non indifferente che possiamo cogliere sia all’interno di ogni singolo Lied, sia nel complesso del ciclo che li raggruppa.

 

Clara Schumann (1819 – 1896) crebbe anche lei in un ambiente musicale fertile, il padre compositore e la madre pianista e cantante, si è contraddistinta fin dalla tenera età per essere una concertista destinata ad una carriera di successo, carriera per la quale il padre inizialmente ha avuto un ruolo determinate.

Impossibile parlare di Clara senza comprendere anche Robert: è nota tutta la travagliata vicenda del loro amore contrastato proprio da G.Friedrich Wieck, conclusasi con un atto del tribunale che ha dato loro la possibilità di sposarsi.

Il 1840, l’hanno del matrimonio, ha segnato una svolta non solo nelle loro vite, ma anche nella loro cospicua attività di composizione.

Nella loro casa s’incontravano, si scambiavano idee, suonavano Chopin, Liszt, Brahms sperimentando nuove possibilità compositive.

Quell’anno è stato testimone di una produzione musicale schumanniana importante; anche Clara, spinta da quel sentimento di felicità per aver coronato il suo sogno d’amore, compone alcune delle sue opere più belle.

Clara fu un’importante esponente della musica ottocentesca al pari di tutti i compositori maschili celebrati nei libri di storia. Per rendersi conto della sua genialità e preparazione musicale bisogna approfondire la conoscenza della sua notevole produzione, analizzando non solo le tematiche principali, ma anche la padronanza del contrappunto e dell’armonia. Lo stile elegante e anche frizzante si amalgama con una scelta meditata della melodia vicina alle idee musicali di altri compositori tra i quali Brahms, Kirchner e Raff. ( Adriano Bassi, Guida alle Compositrici, Odoya, 2016)

I Lieder op.13 in programma esprimono un’eleganza ed un contatto con il mondo emotivo e creativo prettamente femminile che da subito ci trasportano in una dimensione “altra”, evocatrice e trasognante.

 

Anche Alma Schindler Mahler (1879-1964) crebbe in un ambiente alquanto stimolante, il padre infatti era un importante pittore, così come il patrigno Carl Moll illustre personaggio fondatore della Secessione viennese.

Alma, assieme alla sorella prese lezioni di pianoforte e già all’età di dieci anni partecipò al concerto degli studenti a Vienna, come allieva di Zemlinsky, con il quale studiò composizione già dall’età di nove anni.

Dotata di una bellezza straordinaria, affascinò numerosi artisti dell’epoca, divenendone la musa ispiratrice.

Ebbe quattro matrimoni, una vita sentimentale passionale costellata da perdite e lutti, che contribuirono ad acuire la sua sensibilità artistica.

In particolare Alma era profondamente interessata alla composizione dei Lieder, cercando le poesie appropriate.  Come leggiamo nel libro di Catherine Sauvat, Alma Mahler. Musa del secolo: Spesso Alma è abbastanza contenta delle numerose arie che inventa e sono molto più rare le volte in cui si lamenta per la mancanza d’ispirazione. Per lei la scrittura è legata al sentimento amoroso. Già a diciannove anni esprime il desiderio di comporre un’opera lirica, perché mai una donna ha realizzato un’impresa simile. “Vorrei compiere una grande azione. Vorrei comporre un’opera lirica veramente bella. Quello che probabilmente nessuna donna ha ancora mai fatto. Sì, è quello che vorrei. In una parola vorrei essere e diventare qualcosa”.

Gustav Mahler, il suo primo marito, non gradiva l’interesse di Alma per la composizione, tentò di dissuaderla e di relegarla al ruolo di moglie e madre, non tenendo in considerazione la forza del suo spirito libero. Ciò portò inevitabilmente a delle tensioni tra i due, esacerbate dall’innamoramento di lei di Walter Gropius.

In quegli anni così tumultuosi Alma riuscì a comporre dei Lieder, anche se rimasero incompiuti o vennero distrutti da lei stessa poiché non ricevette alcuna soddisfazione nel mostrarli al marito.

Solo un totale di 17 Lieder da lei scritti ci sono arrivati. Quattordici sono stati pubblicati durante la sua vita, in tre pubblicazioni datate 1910, 1915 e 1924. I primi due volumi appaiono sotto il nome di Alma Maria Schindler-Mahler e solo l’ultimo volume è stato pubblicato come “Fünf Gesänge” di Alma Maria Mahler; la copertina del 1915 fu illustrata da Oskar Kokoschka. Tre canzoni aggiuntive sono state scoperte in un manoscritto postumo; due di essi sono stati pubblicati nel 2000, curati dal dottoressa Susan M. Filler e uno rimane tutt’oggi inedito.

I Cinque Lieder che vi proponiamo furono composti da Alma tra il 1900 ed il 1901 e pubblicati da Gustav Mahler nel 1910, pare proprio in seguito alla loro crisi matrimoniale, quasi come a voler rivalutare il lavoro svolto dalla moglie, consapevole d’aver giocato un ruolo negativo nei suoi confronti. Nel tentativo di recuperare il loro rapporto, inoltre le propose, di lavorare assieme.

In questi cinque Lieder vi ritroviamo infatti, uno stile che riesce a coniugare con eleganza i differenti mondi musicali della tradizione e dell’innovazione determinata dalla scuola di Vienna il cui padre spirituale fu Arnold Schönberg. Veniamo subito rapiti da atmosfere musicali sofisticate dell’innovazione novecentesca ammorbidite dall’uso di una vocalità calda e vellutata. ( A. Bassi, op.cit.).

Etty Hillesum, una donna vitale. Ritratto-Autoritratto

Domenica 29 ottobre 2017 ore 18 “Etty Hillesum, una donna vitale. Ritratto-Autoritratto da un’idea di Giuseppe Bovo: dal ritratto-autoritratto costruito con i materiali e le tecniche della figurazione al ritratto-autoritratto delineato attraverso i pensieri, i sentimenti, il caleidoscopio delle esperienze rappresentati con la scrittura e tradotti in parole. Letture di Laura Favaretto.

Attraverso una serie di letture ragionate, si passerà dall’autoritratto intenso, sincero, profondissimo che Etty Hillesum fa attraverso il suo Diario, steso tra il 1941 e il 1942 ad Amsterdam in piena crisi esistenziale e mentre imperversa in Olanda l’occupazione nazista, e le Lettere che scrive da Westerbork (campo di passaggio dall’Olanda all’est dei campi di sterminio) fino a poco prima di essere deportata a Birkenau, al tentativo di ritratto che Beppe Bovo ne fa attraverso l’ipotetico Diario degli ultimi 83 giorni che Etty Hillesum vive a Birkenau prima di essere passata al gas e al forno crematorio.

Letture di Laura Favaretto.

Giuseppe (Beppe) Bovo, vive a Mirano. Funzionario pubblico e operatore culturale, ora in pensione, scrive da sempre per passione. Tra le sue pubblicazioni letterarie vi sono: De Gregori e la poesia, in De Gregori, Franco Muzzio editore, (Padova 1990); Il dodicesimo quaderno, edizioni La meridiana (Bari, giugno 2009); Il dono ai magi, tre racconti in edizione fuori commercio a cura di Lampi di stampa (Milano, marzo 2009). Suoi racconti sono in: “Storie quotidiane” antologia pubblicata da Terra Ferma (Vicenza, ottobre 2009) con prefazione di Carlo Lucarelli; “Letteralmente viaggiare”, antologia pubblicata da Terra Ferma (Vicenza, ottobre 2011) con prefazione di Piero Spirito; “Gocce di emozioni 2” ed. Laboratorio (Venezia, gennaio 2012).

Ha pubblicato per il teatro: La ragazza olandese, drammaturgia prodotta da “La Piccionaia–I Carrara” (Vicenza), prima nazionale febbraio 2012, rappresentato in vari teatri del Veneto;

Le speranze e la gioia, rievocazione scenica del Concilio Vaticano II rappresentato in teatri locali nei mesi di dicembre 2012 e gennaio 2013; All’inizio di tutto la parola, testo da leggere in teatro su la parola, le parole, la Parola (rappresentato nel dicembre 2016).

Articoli diversi sono apparsi, dal 1998 ad oggi, in “Esodo” rivista trimestrale (di cui è membro di redazione) edita a Venezia–Mestre, con tiratura nazionale. Ho pubblicato, tra gli anni 1995–2000, lavori a carattere tecnico–scientifico su temi socio–culturali.


Comunicato stampa Etty Hillesum

40 ritratti di donne in due libri di racconti di Annalisa Bruni

Domenica 22 ottobre 2017 ore 18 a PaRDeS – Mirano: “Guardiamoci allo specchio”. 40 ritratti di donne in due libri di racconti di Annalisa Bruni. Sarà presente l’Autrice con i suoi “ritratti di donne” tratti dalle sue ultime due pubblicazioni della collana Vicoli, dal titolo Tipi da non frequentare (2013) e Tipe da frequentare (ma per quanto?), 2016, pubblicati entrambi da Cleup. Presentazione della scrittrice Antonella Benvenuti.

Tipi da non frequentare tratta del fenomeno sociale delle donne single. Una comunità femminile che affronta compatta lo zitellaggio di ritorno, dopo una separazione, una vedovanza, l’abbandono – voluto o subìto – dell’ultimo compagno, moroso, amante, amico particolare. E ti chiedi: hanno rinunciato a cercare un amore? Oppure sono fuori dal mercato dei sentimenti per scelta o per necessità? Non le vuole nessuno? Sono troppo esigenti? Non ci sono abbastanza maschi disponibili? Quelli disponibili sono gli scarti e quindi sono loro, le donne single, a non prenderli in considerazione? Ma ogni tanto qualche tipo appare all’orizzonte. Si materializza a una cena, riemerge magari dal passato, o spunta da un possibile futuro. E qualcuna ci prova, di nuovo, senza grandi aspettative, magari con parecchi pregiudizi che, appunto, ne pregiudicano l’esito, oppure con qualche speranza, in genere “purtroppo” ben presto svaporata. Di storie, a saperle ascoltare, ne girano tante. Storie di tentativi, approcci, esperienze a volte divertenti, a volte assurde, spesso al limite del surreale.

Tipe da frequentare (ma per quanto?) è il seguito ideale di Tipi da non frequentare, pubblicato sempre da. Per una sorta di par condicio, per raccontare altrettante storie di incontri non proprio soddisfacenti tra uomo e donna, ma visti attraverso lo sguardo di lui. Venti storie, molto diverse tra loro, nelle quali una relazione viene cercata, oppure troncata, la scintilla non si sviluppa o non riesce a scoccare per diverse ragioni. Uomini, questa volta, di fronte a tipologie di donne “infrequentabili”: la “ex”, la maschietta, l’erinni, la collega, l’amica degli animali, la manager, la delicatina, la bambola, l’invadente, la cara amica, la scrittrice, la buona samaritana, la cretina, la sanguisuga, la rompiballe, la pasionaria, l’allumeuse, la casinista, la donna perfetta e quella giusta. Ma sarà davvero, l’ultima, quella giusta?

comunicato stampa incontro con Annalisa Bruni

Annalisa Bruni, ha pubblicato: Storie di libridine (Edizioni della laguna, 2002, finalista al Premio Settembrini-Regione Veneto 2003), Altri squilibri (Helvetia Edizioni, 2005), Della felicità donnesca (Nova Charta, 2008); con Cleup: nel 2013 Tipi da non frequentare, nel 2015 Andando a capo (prima di finire la riga) nel 2016 Tipe da frequentare (ma per quanto?), con Stefano Pittarello, nel 2015, Langenwang ovvero Il disastro della puntualità. Ha curato numerose antologie di racconti, tra cui, nel 2008, M’ama. Mamme, madri, matrigne oppure no, con A. Cilento e S. Chemotti (Il Poligrafo, 2008). Suoi racconti sono pubblicati in numerose antologie, tra cui Io sono il Nordest, a cura di Francesca Visentin (Apogeo, 2016) e Porto Marghera. Cento anni di storie – 1917-2017 (Helvetia eEditrice, 2017). Laureata in lettere, pubblicista, è funzionaria alla Biblioteca Nazionale Marciana. Ha scritto sceneggiature radiofoniche e radiodrammi prodotti e messi in onda dalla RAI, dalla Radio Svizzera italiana, dalla Radio Nazionale Croata e dalla Radio Ceca. Tiene corsi e lezioni di scrittura creativa dal 1998.

“La mauvaise femme” a cura di Carla Stella

Domenica 15 ottobre 2017 ore 18 a PaRDeS – Mirano: “La mauvaise femme”, testi e regia a cura di Carla Stella. Gruppo di lettura Punto pieno: Pietro Campagnaro, Gianna Casadei, Giovanna Magni, Monica Sichel, Donatella Somalvico, Daniela Tona Ornella Visconti.

Esiste una donna giusta o una donna sbagliata? Una donna amabile o detestabile? Esiste la donna, con molte sfaccettature. Ogni sfaccettatura ha un riflesso e una luminosità che, a sua volta, si diffonde in sprazzi di luce. Partendo da Cesare Pavese (Pensieri di Dina-Pendieri di Deola), un viaggio “maudit” nella letteratura, passando per Alberto Moravia (La noia), Robert Musil (I turbamenti del giovane Torless), Marguerite Duras (L’ amante), Émile Zola (Nana’), Romain Gary (La vita davanti a sé), Henri-Pierre Roché (Jules e Jim), per arrivare a Lev Tolstoj (Anna Karenina) e Louis-Ferdinand Céline (Viaggio in fondo alla notte).

Musiche a cura di Carla Stella. Immagine di Elisabetta Ferraro

Comunicato stampa La mauvaise femme di Carla Stella

 

 

XIII Giornata del Contemporaneo

Sabato 14 ottobre XIII Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI, un’iniziativa finalizzata a promuovere la diffusione dell’arte contemporanea.
Apertura della  mostra “Ritratti di Donne” a Venezia, Art Factory, e a Mirano, PaRDeS, con visite guidate su prenotazione dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30.

AMACI ha scelto sabato 14 ottobre 2017 per la Tredicesima Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione organizzata ogni anno per portare l’arte del nostro tempo al grande pubblico.

Anche per questa Giornata del Contemporaneo aprono gratuitamente le porte dei 24 musei AMACI e di un migliaio di realtà in tutta Italia per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che di anno in anno ha saputo regalare al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea, portando la manifestazione organizzata da AMACI a essere considerata l’appuntamento annuale che ufficialmente inaugura la stagione dell’arte in Italia.
http://www.amaci.org

Comunicato stampa XIII giornata del Contemporaneo Amaci

Concerto Guido e Paola Cingano Ensamble Classic Sound

Domenica 24 settembre 2017 ore 18 a PaRDeS Mirano
Guido e Paola Cingano Ensamble
Classic Sound. Gruppo vocale e strumentale diretto dal maestro Guido Cingano.

Il gruppo vocale e strumentale, diretto dal maestro Guido Cingano, è composto da fisarmoniche, tastiere, percussioni e sassofono. Saranno eseguiti brani che abbracciano un periodo che va dall’Ottocento ai giorni nostri. Il coro tutto al femminile si inserisce nella linea melodica con la novità del timbro e la peculiarità del colore.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Ritratti di donne, a cura di Maria Luisa Trevisan, che riapre dal 13 settembre al 12 novembre 2017 dopo la pausa estiva con numerosi altri appuntamenti.

comunicato stampa concerto Cingano 2017

incontro con Daniela Abravanel

Mercoledì 13 settembre 2017 ore 18 Daniela Abravanel “Donne e Guarigione: Intuizione, Creatività, Sogno e Danza – canali della salute al femminile“.

Daniela Abravanel affronterà il tema della leadership femminile nel periodo biblico e delle drammatiche conseguenze, per la salute dell’uomo e del pianeta, di una società che ha perso contatto con il femminile e con la dimensione del tempo.

Inoltre illustrerà le strategie della guarigione a partire dalle tre mitzvot centrali dell’ebraismo (kasherut, sacralizzazione dell’eros, e Shabat), oltre alle dimensione più legata alla luna, allo Yin e al femminile: il sogno.

Daniela Abravanel: laurea in Filosofia, Counseiling and Family therapy, e Somatic Depth Psychology, 20 anni di studi cabalistici, psicologia junghiana, medicina cinese e culture sciamaniche.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Ritratti di donne, a cura di Maria Luisa Trevisan, che riapre dal 13 settembre al 12 novembre dopo la pausa estiva con numerosi altri appuntamenti.

comunicato stampa 13 settembre ore 18 Daniela Abravanel

serata musicale “Intanto” di Davide Antonio Pio

Giovedì 13 luglio 2017 ore 21 a PaRDeS – Mirano: “Intanto” di Davide Antonio Pio, serata musicale. Presentazione del cd. Cover by Tobia Ravà.

Davide Antonio Pio: Voce e Chitarra; Simone Bortolami: Chitarra e Ukulele; Giuseppe Lopizzo, Natalìa Piovan, Giulia Poggioli: Cori.

Il “concerto incontro” è un momento di intrattenimento fatto di entusiasmo ed improvvisazione. Un’ora e mezza di letture, canzoni, racconti di vita. L’artista inventa, cercando di incontrare lo spettatore in una stanza dei giochi sconosciuta ad entrambi.

Davide Antonio Pio (Benevento, 1988) scrittore, compositore e viaggiatore. Ha vissuto a Londra, Edimburgo e Ljubljana. Autore di teatro, musica e versi rappresentato alla Filarmonica di Ljubljana, al teatro olimpico di Sabbioneta.  Ha tenuto concerti e seminari in comunità, conventi, teatri, università.  Nell’ultimo anno ha intrapreso una collaborazione con la rassegna “La Fiera delle Parole” . L’ultimo cd “Intanto” è stato realizzato grazie alla campagna crodfunding #perlamordipio e allo sponsor de la fiera delle parole. La copertina del cd è un’opera di Tobia Ravà, generosamente concessa dall’artista.

www.facebook.com/davideantoniopio.official

www.davideantoniopio.net

comunicato stampa concerto Davide Antonio Pio