Arte Pardes

eventi recenti

Pericolo di crollo, incontro Anna Maria Corradini e Jean Turco

Giovedì 21 giugno 2018 alle ore 20.45 Pericolo di crollo,
chiacchierata con Anna Maria Corradini, consulente filosofico, e  Jean Turco, fotografo.
L’incontro sarà preceduto dalla performance della ballerina Flor Tinoco Sequeiros sotto il maestoso Carpino nel parco di PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, Mirano. La danza avverrà al suono di un hang drum curato da Maria Gabriella Citro.

Siamo giunti al secondo evento in ordine di tempo che si tiene all’interno della mostra dal titolo “Natura Violata” a cura di Maria Luisa Trevisan, che verterà sul crollo interiore ed esteriore, nel micro e macrocosmo in piena sintonia con l’esposizione che riguarda l’ambiente e i cambiamenti climatici. Ci saranno alcuni ospiti d’eccezione il fotografo italo-francese Jean Turco e  Anna Maria Corradini, che attualmente si occupa prevalentemente di consulenza filosofica negli Istituti Penitenziari del Triveneto, che dialogheranno a partire dalle affascinanti immagini del fotografo, appartenente alla Sociétaire honoraire de la ” Société des Artistes Français “.

download comunicato stampa 21 giugno 2018

Jean Turco è nato nelle Alpi, ed ha trascorso la sua adolescenza a Chamonix Mont-blanc. Si diploma in fotografia e realizza immagini di alta montagna. A 20 anni, lascia “la vallée„ per Parigi dove eserciterà un’attività che lo appassiona e gli permetterà di visitare molti paesi lontani portando nei suoi bagagli la Leica IIIf e l’Hasselblad che condividono la sua vita. Realizzerà così in Europa, negli Stati Uniti o negli emirati e sultanati del golfo, innumerevoli paesaggi e ritratti; il suo gusto per quest’ultimi che si affermerà in occasione di soggiorni in India ed in Pakistan. Nel 2000, riconsidera la sua implicazione nella fotografia d’arte e decide di dedicarsi a lei a tempo pieno. Abbandona allora qualsiasi altra attività, sistema suoi inseparabili IIIf ed Hasselblad in una credenza, riprende sua Sinar P 20×25 e un Nikon-digitale poi brucia simbolicamente e senza stato di animo, i suoi negativi ed archivi per ripartire su nuove basi. Soprattutto destinate alle esposizioni, ne ha realizzate più di cento in questi ultimi anni, le sue fotografie riguardano numerosi argomenti anche se il ritratto, il nudo e la natura morta restano privilegiati. Oltre ai suoi lavori personali, alla scrittura di libri e di articoli sulla fotografia, di interventi televisivi e di «workshop e Master-class» che anima in Europa, Russia, Cina, ecc. Utilizza in funzione della destinazione delle immagini prodotte tutti i tipi di materiali di ripresa che esistono ma la Sinar P2, un banco ottico con negativi di 20 x 25 cm, che tratta personalmente nel suo laboratorio, è il suo materiale preferito. Oltre ai cataloghi delle sue esposizioni e ad articoli su riviste specializzate, ha pubblicato nelle edizioni Pearson: “La fotografia di nudo„ (2010); “L’arte dell’illuminazione„ (2012). “il ritratto„ (2012) “Il nudo„ (2012) “la natura morta„ (2012) “l’art de la Pose” (2014) « Nu » (2013) éditions MV. Abita a Parigi e lavora una grande parte dell’anno in Italia a Glera di Giais – Aviano – (Pn), dove ha le sue radici.

Flor Tinoco Originaria da Città del Messico realizza i suoi studi professionali di danza presso il Centro Nazionale di Danza Contemporanea in Messico e in Spagna presso il Conservatorio di Barcellona, meglio conosciuto come Institut del Teatre. Ha ballato in diverse compagnie di danza come il Balletto Nazionale del Messico, Balletto Internazionale Wep Productions, Compagnia di Danza Lucy Briaschi (VI) e ”The Simple Company” (PD). Attualmente crea e danza i  propri progetti coreografici con il suo gruppo denominato “Intersezioni Danza”.

Maria Gabriella Citro nata il 9 Dicembre 1967 a Vittorio Veneto (TV). Dopo la maturità scientifica ha proseguito con lo studio della musica in particolare del violino, batteria, percussioni e composizione che le hanno permesso di acquisire la tecnica per poter fare della musica un vero e proprio “laboratorio di ricerca” personale. Dal 2012 ha approfondito lo studio della musica accordata a 432 Hz ed alla sua naturale capacità di trasformazione rendendola ancora di più uno strumento di ben-essere per chi entra in risonanza con essa. Attualmente partecipa ad eventi e concerti dove utilizza in particolare lo strumento Disco Armonico e collabora con diversi professionisti per supportare sessioni di lavoro, seminari e corsi con musica da lei composta a 432 Hz.

 

 

 

 

Concerto del gruppo musicale “Guido e Paola Cingano Insieme”

Nell’ambito della mostra Natura Violata Concerto del gruppo musicale “Guido e Paola Cingano Insieme”

Domenica 10 giugno 2018 alle ore 18

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, Mirano.

Dopo un’esperienza decennale con un organico che ha portato non solo nei teatri, ma anche al di fuori dei luoghi canonici della musica, una scelta di brani che spazia in vari ambiti, Guido e Paola Cingano Insieme si presenta ora con un diverso organico e con un repertorio in gran parte rinnovato, di maggior respiro, ricco di novità anche dal punto di vista dei generi musicali, sempre con l’intento di favorire l’inserimento di protagonisti scelti tra le giovani promesse. Il gruppo è composto dall’orchestra e da voci femminili che si fondono con gli strumenti ed arricchiscono le parti armoniche e melodiche. Il programma alterna brani classici, moderni e contemporanei, toccando anche lo swing ed il jazz, mantenendo sempre il genere che lo caratterizza con solisti, duo, trio e naturalmente tutta l’orchestra. Le voci che si uniscono alle melodie ampliando ed abbellendo il suono, eseguiranno canto e controcanto.

comunicato stampa Cingano Insieme a Natura Violata

Inaugurazione mostra “Natura violata” a Venezia

 

La mostra “Natura Violata”, a cura di Maria Luisa Trevisan, s’inaugura a Venezia presso l’Art Factory, il 6 giugno 2018 alle ore 18, riguarda l’ambiente e i cambiamenti climatici.
Una parte dell’esposizione è allestita a Mirano presso PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea dal 27 maggio al 14 ottobre 2018, con dipinti, sculture, fotografie, video, installazioni ambientali.
Qui sono utilizzati gli spazi di un parco storico e della barchessa di una villa veneta, mentre a Venezia è in un vecchio bacaro restaurato e trasformato prima in atelier d’artista e poi in spazio espositivo.

Artisti: Paolo Barozzi, Elena Vittoria Bevilacqua, Olimpia Biasi, Fabio Bolinelli, Alberto Burri, LeoNilde Carabba, Franco Corrocher, Stefano Cusumano, Alessandra D’Agnolo, Graziella Da Gioz, Mario De Leo, Amedeo Fontana, Jernej Forbici, Theo Gallino, Sirio Luginbühl, Uzia Ograbek, Nino Ovan, Pain Azyme, Aldo Pallaro, Tobia Ravà, Domenica Regazzoni, Raphael Reizel, Gina Roma, Alberto Salvetti, Dado Schapira, Annamaria Targher, Jean Turco, Marika Vicari, Luigi Viola, Teodoro Wolf Ferrari.

Luogo: Art Factory, Fodamenta dell’Arzere, Dorsoduro 2324 – 30123 Venezia

Periodo: dal 6 giugno all’8 luglio 2018

Inaugurazione: mercoledì 6 giugno ore 18

Orari: Da mercoledì a venerdì 15.30-19.30. Sabato e domenica 10.30-13

Nell’ambito della mostra sono in programma degli eventi culturali, collegati al tema ambientale, al fine di sollecitare il dibattito artistico e trasmettere al visitatore le conoscenze e i valori contenuti anche nelle opere.

La sezione veneziana della mostra presso Art Factory alle Fondamenta dell’Arzere è in concomitanza con la Biennale Architettura, ma la parte più cospicua dell’esposizione così come gli eventi, incontri culturali, serate musicali, conferenze saranno in terraferma a PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, costituito dalla barchessa e parte del parco storico della Villa, che ai primi dell’Ottocento fu proprietà del banchiere veneziano Giorgio Daniele Heinzelmann, il quale a Mirano soggiornava insieme al figlio e alla nuora Paolina Edvige Blondel, sorella di Enrichetta, moglie di Manzoni. Nella villa probabilmente è stato ospite anche Massimo D’Azeglio.

per informazioni:
PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, via Miranese 42, 30035 Mirano (VE)
tel./fax  041/5728366 cell. 349 1240891
e-mail: artepardes@gmail.com

comunicato stampa mostra Natura Violata a Venezia

Mostra Natura violata

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea,

download comunicato stampa mostra arte Pardes Natura Violata

Luogo: via Miranese 42 – 30035 Mirano (VE)
Periodo: dal 27 maggio al 15 Luglio e dal 20 settembre al 14 ottobre 2018

Inaugurazione: domenica 27 maggio 2018 ore 17

Interventi di Maria Luisa Trevisan, Antonio Costanzo e Federica Stevanin.

Orari: Da mercoledì a domenica 16-19 su prenotazione

Luogo: Art Factory, Fodamenta dell’Arzere, Dorsoduro 2324 – 30123 Venezia
Periodo: dal 6 giugno all’8 luglio 2018
Inaugurazione: mercoledì 6 giugno ore 18

Orari: Da mercoledì a venerdì 15.30-19.30. Sabato e domenica 10.30-13

 

La mostra “Natura Violata”, a cura di Maria Luisa Trevisan, riguarda l’ambiente e i cambiamenti climatici; è allestita a Mirano presso PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea e a Venezia presso l’Art Factory, dal 27 maggio al 14 ottobre 2018, con dipinti, sculture, fotografie, video, installazioni ambientali. Sono utilizzati gli spazi di un parco storico e della barchessa di una villa veneta e di un vecchio bacaro di Venezia restaurato e trasformato prima in atelier d’artista e poi in spazio espositivo.

Nell’ambito della mostra sono in programma degli eventi culturali, collegati al tema ambientale, al fine di sollecitare il dibattito artistico e trasmettere al visitatore le conoscenze e i valori contenuti anche nelle opere.

presentazione del libro Darśan di Marco Perini

Marco Perini, Darśan

Venerdì 13 aprile 2018 presso PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea di Mirano (VE)

Tutti vogliono vedere l’India, ma nessuno vuole andarci davvero”

Storie di magia ed esorcismi, insegnamenti di asceti nudi e solitari, riti antichi e inquietanti in luoghi trascurati dalle mappe, le vite incredibili di uomini incontrati per via, il racconto di come si possa rischiare la vita per far visita agli dèi in templi fantastici. Momenti di chiarezza e di oscurità, che si susseguono e confondono, mai pienamente separati. Meravi­glie e orrori, vita e morte, sempre vicini, sempre indissolubilmente avvinghiati e che continuamente tras­mu­tano uno nell’altro.

Più sotto, immobile, lo sfondo che regge gli opposti. La tela invisibile che sostiene i colori e dà forma al disegno, così che l’occhio, posandosi lieve, possa ammirare la Bellezza.

 

L’iniziativa è organizzata nell’ambito della mostra Matematiche Zoomorfe, mostra personale di Tobia Ravà a cura di Maria Luisa Trevisan, aperta fino al 20 maggio, presso

comunicato stampa presentazione libro  Darśan

Volantino Pardes

Seminario Tobia Ravà – Venezia

AVVISO DI SEMINARIO
Il giorno Venerdì 6 Aprile 2018 alle ore 12.15, presso la sede di San Basilio, aula 0B, l’artista
Tobia Ravà terrà un seminario dal titolo: “Analisi della dinamica delle relazioni fra i
soggetti del mercato dell’arte. L’esperienza di un artista”.
L’intervento è tenuto nell’ambito del corso di Aste e investimenti nel mercato dell’arte, corso
di laurea magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali.

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla
prof. Stefania Funari, Dipartimento di Management
E-mail: funari@unive.it

Seminario Ravà Corso AIMA_2018

I numeri nell’arte

Domenica 17 dicembre alle ore 16.00 appuntamento a Mirano al PaRDeS e nello studio di Tobia Ravà, alle 16 per un incontro dal titolo ‘I numeri nell’arte’ nell’ambito della mostra “Matematiche zoomorfe”, a cura di Maria Luisa Trevisan.
Oltre all’artista, l’Arch. Eugenio Mario dell’Università di Padova e il Dott. Leonidas Paterakis di Fablab, ci racconteranno come dai numeri e con i numeri si possa creare arte.
L’evento è stato organizzato da Moca, grazie ad Enrico Gobbin e Maria Grazia Palombi, è gratuito ed aperto a tutti con l’occasione ci scambieremo gli auguri di Buone Feste.

Domenica 17 dicembre h. 16.00 spazio Pardes Mirano
Si prega di confermare la propria presenza al 346 573 6853

La mostra sarà poi visitabile su appuntamento, chiamare il 0415728366

 

Maratona poetica a PaRDeS

Domenica 12 novembre 2017 ore 17 a PaRDeS – Mirano: Maratona poetica guidata da Alessandro Cabianca, con lettura di poesie di autori vari sul tema della donna, e finissage della mostra “Ritratti di donne” (con l’occasione gli artisti potranno anche ritirare le proprie opere).

comunicato stampa maratona poetica

La serata sui Lieder musicati da Fanny Mendelssohn, Clara Schumann e Alma Mahler ed interpretati da Alessandra Semenzato al pianoforte e Argit Butzke soprano è stata un’introduzione a quest’ultimo evento poetico, che riprende le fila dal riuscito esperimento dello scorso anno, dedicato quest’anno alla creatività femminile.

Alla maratona poetica partecipano Adriana Bertoncin, Alessandro Cabianca, Brunello Gentile, Virginio Gracci, Adriana Hoyos, Giovanni Da Lio, Anna Lombardo, Oliva Novello, Gianluigi Peretti, Oriella Pivato, Luisa Salvagno Neve, Alberto Schön, Giuseppina Simeoni, Laura Voghera Luzzatto, Paola Volpato, Lorenza Zuccaro.

L’evento è organizzato nell’ambito della mostra Ritratti di donne, a cura di Maria Luisa Trevisan, aperta fino al 12 novembre con altri eventi.

Concerto “Note segrete”

Domenica 5 novembre 2017 ore 18 a PaRDeS “Note segrete” con Argit Karla Butzke, soprano, ed Alessandra Semenzato, pianoforte. Musiche di Alma Schindler Mahler, Clara Wieck Schumann, Fanny Mendelssohn Hensel.

Ingesso libero solo su prenotazione (posti limitati).

comunicato stampa Concerto note segrete

Libretto lieder Note Segrete

Da sempre la donna ha avuto un ruolo di secondo ordine nell’ambito della creazione musicale, a differenza di quanto accaduto nel resto del mondo artistico, come ad esempio nella pittura, nella scultura, nella letteratura e nel teatro, dove si riscontrano casi di donne (poche per la verità in rapporto all’uomo) che hanno raggiunto una certa notorietà.

Nella musica la donna ha giocato perlopiù un ruolo da interprete, basti pensare all’immagine che ci deriva da un retaggio ottocentesco che la vuole dolce e un po’ sfocata mentre suona il pianoforte, il violino o l’arpa in un salotto con pochi intimi.

“Fino a pochi decenni fa alle donne è stata negata perfino l’istruzione in quanto, quando si avvicinavano al lavoro artistico questo doveva rimanere sempre a livello di hobby, era costretta a restare confinato nell’incertezza del dilettantismo: fare arte andava e va bene se è segno di buona educazione e di civiltà, non era e non è ammesso che all’arte si dedichi la vita né che con l’arte si possa vivere, se ne possa fare una professione, perché intraprendere il lavoro artistico professionalmente vorrebbe dire cercare l’indipendenza, quell’emancipazione, autodeterminazione e libertà che il mondo maschile nega pro domo sua. In musica, il caso più drammatico di esclusione dallo studio e dal mestiere ha riguardato l’ambito della composizione, per tradizione millenaria tesaurizzato dalla mente speculativa dell’uomo.” (Renzo Cresti, Donne in musica, in Parole di donna, Avellino luglio 2002 e febbraio 2003)

Nella ricerca effettuata da Argit Karla Butzke e Alessandra Semenzato, al contrario, emerge quanto siano state e sono le donne che possono a pieno diritto vantare il titolo di compositrici al pari dell’uomo, costrette purtroppo a rimanere nell’ombra.

In particolare si sono orientate nella scelta di tre grandi figure femminili appartenenti all’ambito mitteleuropeo: Fanny Mendelssohn-Hensel, Clara Wieck Schumann ed Alma Schindler Mahler.

Nate tutte e tre in ambienti di grande cultura ottocentesca, a volte stimolate ed incentivate, molto spesso ostacolate da padri, fratelli e mariti, a perseguire il loro talento compositivo.

Cresciute attorniate dai maggiori artisti dell’epoca si sono confrontate con l’ispirazione e le nuove idee che stavano configurando nuovi stili musicali.

Fanny, Clara e Alma hanno dovuto lottare per essere riconosciute come compositrici e spesso non hanno avuto la dovuta e meritata soddisfazione.

Infatti, per volere del padre, il quale le ricordava sempre il suo ruolo primario di madre e moglie, Fanny ha vissuto all’ombra dell’illustre fratello Felix.

Nata nel 1805 Fanny era una donna molto determinata al punto che riuscì a pubblicare autonomamente alcune delle sue opere: “ Sto iniziando a pubblicare e l’ho fatto di mia spontanea volontà e non posso incolpare nessuno della mia famiglia se rimarrò delusa. Spero di non infastidirvi tutti, poiché sono una femme libre….Se la mia pubblicazione sarà gradita e riceverò ulteriori richieste, sarò molto felice e questo rappresenterà per me un grande stimolo e ne ho sempre bisogno per creare. Se no, rimarrò allo stesso punto dove sono sempre stata.” (9 luglio 1846)

I Lieder in programma appartengono tutti alle sue prime composizioni: da subito colpisce il carattere brillante, la capacità introspettiva, la profondità non solo del sentimento ma anche dell’idea musicale che contraddistinguono Fanny. Pianisticamente essi rivelano il suo virtuosismo straordinario, sappiamo infatti che già adolescente Fanny era capace di eseguire 24 preludi di Bach a memoria.

Questi lieder si caratterizzano per una complessità armonica non indifferente che possiamo cogliere sia all’interno di ogni singolo Lied, sia nel complesso del ciclo che li raggruppa.

 

Clara Schumann (1819 – 1896) crebbe anche lei in un ambiente musicale fertile, il padre compositore e la madre pianista e cantante, si è contraddistinta fin dalla tenera età per essere una concertista destinata ad una carriera di successo, carriera per la quale il padre inizialmente ha avuto un ruolo determinate.

Impossibile parlare di Clara senza comprendere anche Robert: è nota tutta la travagliata vicenda del loro amore contrastato proprio da G.Friedrich Wieck, conclusasi con un atto del tribunale che ha dato loro la possibilità di sposarsi.

Il 1840, l’hanno del matrimonio, ha segnato una svolta non solo nelle loro vite, ma anche nella loro cospicua attività di composizione.

Nella loro casa s’incontravano, si scambiavano idee, suonavano Chopin, Liszt, Brahms sperimentando nuove possibilità compositive.

Quell’anno è stato testimone di una produzione musicale schumanniana importante; anche Clara, spinta da quel sentimento di felicità per aver coronato il suo sogno d’amore, compone alcune delle sue opere più belle.

Clara fu un’importante esponente della musica ottocentesca al pari di tutti i compositori maschili celebrati nei libri di storia. Per rendersi conto della sua genialità e preparazione musicale bisogna approfondire la conoscenza della sua notevole produzione, analizzando non solo le tematiche principali, ma anche la padronanza del contrappunto e dell’armonia. Lo stile elegante e anche frizzante si amalgama con una scelta meditata della melodia vicina alle idee musicali di altri compositori tra i quali Brahms, Kirchner e Raff. ( Adriano Bassi, Guida alle Compositrici, Odoya, 2016)

I Lieder op.13 in programma esprimono un’eleganza ed un contatto con il mondo emotivo e creativo prettamente femminile che da subito ci trasportano in una dimensione “altra”, evocatrice e trasognante.

 

Anche Alma Schindler Mahler (1879-1964) crebbe in un ambiente alquanto stimolante, il padre infatti era un importante pittore, così come il patrigno Carl Moll illustre personaggio fondatore della Secessione viennese.

Alma, assieme alla sorella prese lezioni di pianoforte e già all’età di dieci anni partecipò al concerto degli studenti a Vienna, come allieva di Zemlinsky, con il quale studiò composizione già dall’età di nove anni.

Dotata di una bellezza straordinaria, affascinò numerosi artisti dell’epoca, divenendone la musa ispiratrice.

Ebbe quattro matrimoni, una vita sentimentale passionale costellata da perdite e lutti, che contribuirono ad acuire la sua sensibilità artistica.

In particolare Alma era profondamente interessata alla composizione dei Lieder, cercando le poesie appropriate.  Come leggiamo nel libro di Catherine Sauvat, Alma Mahler. Musa del secolo: Spesso Alma è abbastanza contenta delle numerose arie che inventa e sono molto più rare le volte in cui si lamenta per la mancanza d’ispirazione. Per lei la scrittura è legata al sentimento amoroso. Già a diciannove anni esprime il desiderio di comporre un’opera lirica, perché mai una donna ha realizzato un’impresa simile. “Vorrei compiere una grande azione. Vorrei comporre un’opera lirica veramente bella. Quello che probabilmente nessuna donna ha ancora mai fatto. Sì, è quello che vorrei. In una parola vorrei essere e diventare qualcosa”.

Gustav Mahler, il suo primo marito, non gradiva l’interesse di Alma per la composizione, tentò di dissuaderla e di relegarla al ruolo di moglie e madre, non tenendo in considerazione la forza del suo spirito libero. Ciò portò inevitabilmente a delle tensioni tra i due, esacerbate dall’innamoramento di lei di Walter Gropius.

In quegli anni così tumultuosi Alma riuscì a comporre dei Lieder, anche se rimasero incompiuti o vennero distrutti da lei stessa poiché non ricevette alcuna soddisfazione nel mostrarli al marito.

Solo un totale di 17 Lieder da lei scritti ci sono arrivati. Quattordici sono stati pubblicati durante la sua vita, in tre pubblicazioni datate 1910, 1915 e 1924. I primi due volumi appaiono sotto il nome di Alma Maria Schindler-Mahler e solo l’ultimo volume è stato pubblicato come “Fünf Gesänge” di Alma Maria Mahler; la copertina del 1915 fu illustrata da Oskar Kokoschka. Tre canzoni aggiuntive sono state scoperte in un manoscritto postumo; due di essi sono stati pubblicati nel 2000, curati dal dottoressa Susan M. Filler e uno rimane tutt’oggi inedito.

I Cinque Lieder che vi proponiamo furono composti da Alma tra il 1900 ed il 1901 e pubblicati da Gustav Mahler nel 1910, pare proprio in seguito alla loro crisi matrimoniale, quasi come a voler rivalutare il lavoro svolto dalla moglie, consapevole d’aver giocato un ruolo negativo nei suoi confronti. Nel tentativo di recuperare il loro rapporto, inoltre le propose, di lavorare assieme.

In questi cinque Lieder vi ritroviamo infatti, uno stile che riesce a coniugare con eleganza i differenti mondi musicali della tradizione e dell’innovazione determinata dalla scuola di Vienna il cui padre spirituale fu Arnold Schönberg. Veniamo subito rapiti da atmosfere musicali sofisticate dell’innovazione novecentesca ammorbidite dall’uso di una vocalità calda e vellutata. ( A. Bassi, op.cit.).

Etty Hillesum, una donna vitale. Ritratto-Autoritratto

Domenica 29 ottobre 2017 ore 18 “Etty Hillesum, una donna vitale. Ritratto-Autoritratto da un’idea di Giuseppe Bovo: dal ritratto-autoritratto costruito con i materiali e le tecniche della figurazione al ritratto-autoritratto delineato attraverso i pensieri, i sentimenti, il caleidoscopio delle esperienze rappresentati con la scrittura e tradotti in parole. Letture di Laura Favaretto.

Attraverso una serie di letture ragionate, si passerà dall’autoritratto intenso, sincero, profondissimo che Etty Hillesum fa attraverso il suo Diario, steso tra il 1941 e il 1942 ad Amsterdam in piena crisi esistenziale e mentre imperversa in Olanda l’occupazione nazista, e le Lettere che scrive da Westerbork (campo di passaggio dall’Olanda all’est dei campi di sterminio) fino a poco prima di essere deportata a Birkenau, al tentativo di ritratto che Beppe Bovo ne fa attraverso l’ipotetico Diario degli ultimi 83 giorni che Etty Hillesum vive a Birkenau prima di essere passata al gas e al forno crematorio.

Letture di Laura Favaretto.

Giuseppe (Beppe) Bovo, vive a Mirano. Funzionario pubblico e operatore culturale, ora in pensione, scrive da sempre per passione. Tra le sue pubblicazioni letterarie vi sono: De Gregori e la poesia, in De Gregori, Franco Muzzio editore, (Padova 1990); Il dodicesimo quaderno, edizioni La meridiana (Bari, giugno 2009); Il dono ai magi, tre racconti in edizione fuori commercio a cura di Lampi di stampa (Milano, marzo 2009). Suoi racconti sono in: “Storie quotidiane” antologia pubblicata da Terra Ferma (Vicenza, ottobre 2009) con prefazione di Carlo Lucarelli; “Letteralmente viaggiare”, antologia pubblicata da Terra Ferma (Vicenza, ottobre 2011) con prefazione di Piero Spirito; “Gocce di emozioni 2” ed. Laboratorio (Venezia, gennaio 2012).

Ha pubblicato per il teatro: La ragazza olandese, drammaturgia prodotta da “La Piccionaia–I Carrara” (Vicenza), prima nazionale febbraio 2012, rappresentato in vari teatri del Veneto;

Le speranze e la gioia, rievocazione scenica del Concilio Vaticano II rappresentato in teatri locali nei mesi di dicembre 2012 e gennaio 2013; All’inizio di tutto la parola, testo da leggere in teatro su la parola, le parole, la Parola (rappresentato nel dicembre 2016).

Articoli diversi sono apparsi, dal 1998 ad oggi, in “Esodo” rivista trimestrale (di cui è membro di redazione) edita a Venezia–Mestre, con tiratura nazionale. Ho pubblicato, tra gli anni 1995–2000, lavori a carattere tecnico–scientifico su temi socio–culturali.


Comunicato stampa Etty Hillesum